Da domenica è in vacanza a Roccaraso, in uno scenario suggestivo, circondato anche dall'affetto dei familiari, ma il morale non è dei migliori. L'esterno giallorosso Riccardo Improta, infatti, non riesce a dimenticare quell'episodio. L'81' di Benevento-Brescia, il fallo da rigore del suo ex compagno di squadra Sabelli commesso su di lui, non visto soltanto dall'arbitro d'origine sannita Antonio Rapuano. Un penalty che avrebbe consentito ai sanniti di vincere e fare un incredibile balzo avanti in classifica. Quel minuto è diventato una sorta di incubo per il giocatore paradossalmente punito anche con una multa dal giudice sportivo per aver simulato.
"Sono senza parole, al danno - ci confida al telefono il giocatore giallorosso nella prima intervista ufficiale post-Brescia, a dire il vero da tutti attesa - si è aggiunta anche la beffa della multa. Difficilmente cancellerò dalla mia mente quell'episodio che avrebbe dato una svolta alla partita e chissà, anche al nostro campionato, facendoci volare ancora più in alto in classifica. Sarà una specie di incubo, una autentica ingiustizia. Stavo correndo dritto per dritto quando Sabelli mi ha prima toccato col braccio e poi con le gambe è inciampato su di me, facendomi cadere. Credetemi non mi sono tuffato. Tutti hanno visto che mi aveva preso in pieno alle gambe. Ghigo Gori mi ha detto che addirittura dalla panchina si è sentito il rumore del contrasto. Ma vi dico di più, abbiamo in essere ancora un gruppo whatsapp noi vecchi compagni di squadra del Bari dell'anno scorso e anche lì tutti hanno commentato che su di me c'era un fallo nettissimo da rigore. L'unico che non lo ha visto è stato il signor Rapuano. Sono rimasto incredulo, perplesso e senza parole quando ero ancora a terra e lui si è avvicinato a me con il cartellino giallo già in mano ed ha detto: alzati non simulare. Un atteggiamento che mi ha lasciato di stucco. Ecco io dico questo, puoi anche non dare il rigore, ma l'ammonizione non c'era perchè io innanzitutto non ho avuto nemmeno il tempo di protestare o richiederlo e poi stavo correndo senza fare zig zag. Il comportamento dell'arbitro è stato classico di chi era prevenuto, non so che dire".
Cambiamo argomento, si parla di lui e del Benevento. "Tutto sommato sono contento del mio rendimento. Mi sono trovato bene nel 4-3-3 iniziale e nell'attuale 3-5-2 perchè io sono un esterno che ha nelle corde anche quello di aiutare i compagni in fase di non possesso. Per quanto riguarda la squadra nelle ultime tre partite del girone d'andata ci siamo ritrovati. Ma dobbiamo fare in più abbiamo la possibilità e lo stesso discorso vale anche per il sottoscritto. Il sei che ci ha assegnato il presidente Oreste Vigorito per il nostro girone d'andata mi trova d'accordo e dobbiamo assolutamente migliorare e cercheremo di farlo perchè caslcisticamente abbiamo tutto per centrare l'obiettivo. Colgo l'occasione per ribadire che nel nostro gruppo non ci sono spaccature o altro, è veramente buono, pulito. Siamo tutti giovani e più passano le settimane e maggiore è l'intesa. Stiamo bene insieme e aumentano anche le cene che facciamo durante la settimana".
Il pensiero finale di Riccardo Improta, detto "spinone" dai compagni di squadra inevitabilmente va sulla sfida di domenica 13 gennaio contro l'Inter. "Sinceramente è bella e suggestiva. Per me quasi un sogno andare a giocare a San Siro. Siamo concentrati già su questo match dove sogniamo il miracolo, anche se sappiamo che è già bello poterla giocare questa partita. Peccato solo che non potranno esserci i nostri meravigliosi tifosi".