L'invito a rinnovare la mentalità proposta nelle ultime 3 sfide di campionato per provare a firmare il blitz anche a Brindisi. Coach Nenad Vucinic ha presentato la gara, in programma domani, alle 20.45, che vedrà i lupi ospiti dell'Happy Casa, al PalaPentassuglia: "Come tutte le partite di Serie A, anche quella di domani sarà difficile. - ha affermato il coach della Sidigas Avellino - Brindisi è una buona squadra, che esprime una pallacanestro di qualità e molto intensa, specialmente in casa. Loro vengono dalla bella vittoria contro Trieste e lottano per un posto tra le prime otto squadre del campionato. Ci aspettiamo una partita dura e fisica, ma ci concentriamo su noi stessi e sul nostro modo di giocare, cercando di migliorare l'esecuzione e di mantenere la stessa intensità avuta nelle ultime uscite stagionali. Dobbiamo inoltre integrare i giocatori che sono stati indisponibili per un po', come Campani e Campogrande, e sarà una buona opportunità per loro per continuare il processo di miglioramento individuale".
Le altalene emotive da scongiurare - "Abbiamo avuto alti e bassi in termini di infortuni, con D'Ercole e Young che hanno accusato qualche problema e Sabatino che sarà out per almeno tre settimane per un infortunio al polso. - ha aggiunto Vucinic - E' difficile anche allenarsi in queste condizioni. Ieri, ad esempio, eravamo in sette. Siamo in emergenza ma dobbiamo convivere con la situazione che, speriamo, non duri a lungo. Speriamo di poter recuperare al più presto N'Diaye, che dovrebbe riaggregarsi presumibilmente entro la fine del mese, e che potremo presto aumentare le rotazioni. Su Costello non abbiamo ancora news certe riguardo i tempi di recupero, che potrebbero allungarsi ulteriormente, ma posso contare su Spizzichini: non molla mai. Non siamo una squadra giovanissima e dobbiamo quindi fare attenzione ad approcciare ogni match e allenamento nel modo giusto e i viaggi lunghi e l'inverno non facilitano il tutto. Quello che mi importa di più come coach è vedere che la motivazione dei ragazzi è alta e lo spogliatoio è unito: gli alti e bassi sono fisiologici per ogni squadra e dobbiamo abituarci".