Mentre il Calcio Avellino si premurava di vietare le riprese del rettangolo di gioco e degli spalti innevati del “Partenio-Lombardi” per “motivi di sicurezza”, e per i tifosi ci sarà da convivere ancora per qualche ora con la suspance, per capire se le gradinate dello stadio cittadino saranno fruibili nel pomeriggio di domani, in occasione della gara casalinga contro il Ladispoli, è esplosa una nuova querelle relativa all'impianto di gioco di contrada Zoccolari.
In archivio ore di caos, con tanto di clamoroso retroscena che ha rischiato di privare i supporter della possibilità, a prescindere dal miglioramento delle condizioni meteo, di assistere regolarmente alla partita. Rispetto a quanto stabilito in una riunione lo scorso giovedì mattina, definita in una nota del Calcio Avellino come “informale” ed all'insegna della “più serena e sincera disponibilità delle parti a formalizzare velocemente un accordo”; che aveva sancito la proroga sino al 28 febbraio dell'attuale convenzione d'uso in favore della SSD (come confermato dal responsabile del settore patrimonio, Luigi Cicalese, ndr), nella tarda mattina di ieri si è sfiorato un improvviso e rocambolesco cambio di scenario.
Il responsabile del settore finanze, Gianluigi Marotta, ha infatti segnalato al commissario straordinario Giuseppe Priolo la morosità del club biancoverde rispetto al fitto del mese di novembre. Il presidente Claudio Mauriello è stato così convocato d'urgenza a Palazzo di Città riuscendo a far non revocare l'esecutività della delibera per la partita di domani, ma unicamente secondo un'intesa per cui, entro il 14 gennaio prossimo, la SSD di De Cesare dovrà però versare i 9500 euro di canone di cui è debitrice con l'aggiunta di una polizza fideiussoria: una garanzia ritenuta indispensabile per ottenere la proroga della concessione d'uso fino a giugno. Viceversa l'Avellino non avrebbe più la possibilità di usufruire della struttura. Stavolta non ci sarà spazio per soluzioni "tampone".