Trentanove anni dopo il sisma del 1980 ad Avellino si vive ancora a stretto contatto con l'amianto. Da via Nicolodi a Quattrograna da Rione Valle a via Amatucci i prefabbricati sono nella maggior parte dei casi vere e proprie condanne per chi è costretto a vivere in condizioni di estremo degrado. Ieri il blitz dei carabinieri forestali in Comune per acquisire informazioni proprio sull'amianto negli alloggi post terremoto. E se per Quattrograna qualcosa si è fatto, le altre zone della città, anche a ridosso del centro, vivono ancora nell'incertezza. A via Nicolodi sono 8 i prefabbricati post sisma mentre a via Amatucci non è mai partito il progetto di sostituzione edilizia e il trasferimento temporaneo degli inquilini. Ma non c'è solo l'amianto. Carcasse di motorini, rifiuti ovunque, intonaco saltato in più punti per non parlare delle infiltrazioni all'interno delle abitazioni. Problemi che si aggiungono al problema principale, il dramma alloggi è una polveriera sotto i piedi del comune. A Rione Valle solo qualche mese fa il sopralluogo della giunta Ciampi per annunciare ai cittadini la svolta e la riqualificazione del quartiere dopo anni di degrado e abbandono. Al momento però è tutto fermo, palazzo di città, complice anche il commissariamento, continua a procedere a rilento e sulla testa di questa gente continua a pendere la scure dell'amianto
40 anni dopo il sisma, l'amianto fa ancora paura
Da Valle a via Amatucci in ritardo la sostituzione edilizia
Angelo Giuliani