Una storia che si ripete. Puntualmente. Il disagio cresce, la vita che diventa sempre più difficile in quei prefabbricati pesanti messi in piedi per far fronte all’emergenza del terremoto del 1980 e mai abbattuti. Un ritardo cumulato lungo quasi 40 anni. E tantissime famiglie che vivono ancora in quelle case zeppe di amianto e degrado. E con l’inverno che avanza, l’ennesimo che queste famiglie trascorrono tra mille disagi, esplode il caso fogne in via Francesco Tedesco.
Un problema che risale nel tempo. Da quasi dieci anni gli abitanti dei prefabbricati pesanti lottano con quei liquami che riemergono, puntuali, in superficie. Si tratta dell’area verde che corre dietro le palazzine e affaccia direttamente su Via Tedesco.
Una fogna a cielo aperto dove giocano i bambini, con tombini aperti che mettono a rischio l’incolumità dei passanti e dai quali riemergono liquami maleodoranti e tutto il materiale vomitato fuori dalle colonne fecali ostruite.
E’ la situazione in cui versano i prefabbricati pesanti di via Francesco Tedesco. Un sos al Comune di Avellino viene lanciato dalle 54 famiglie che vivono quotidianamente i disagi, ma che, si spera, possa trovare una rapida soluzione.
Intanto a peggiorare le cose è arrivata la nota proprio da piazza del Popolo che informa gli inquilini che, ormai, vari tipi di interventi di manutenzione sono a carico dei residenti. La dismissione del patrimonio pubblico è progressiva e inarrestabile. Nella nota, a firma del dirigente, la necessaria attribuzione di spese e responsabilità delle case a chi ne è legittimo assegnatario. Si parte dalla pulizia periodica di canali di gronda e delle discese pluviali, passando per la pulizia delle canne fumarie e di esalazione, senza dimenticare la riparazione e sostituzione di citofoni, apparecchiature elettriche e riparazione anche di eventuali corto circuiti. Stesso discorso per la rubinetteria, raccordi, sifoni e cassette di scarico. Il tutto senza dimenticare le colonne di scarico, i relativi pozzetti e tratti di allaccio alla fogna comunale. Nella nota c’è anche la riparazione di pavimenti e rivestimenti deteriorati e smossi. Ma nella galassia dell’edilizia pubblica comunale e che fa capo all’Iacp ci sono in mezzo miriade di storie diverse. A partire dagli abusivi che occupano illecitamente gli alloggi senza pagare spese, piuttosto che i morosi che hanno maturato debiti pregressi considerevoli e sarebbero poco inclini ad affrontare investimenti sulle strutture in cui vivono.
Insomma, una via Crucis per chi cerca di vivere dignitosamente, provando ad arginare il degrado. Una sfida senza fine quella di Katia eroina moderna, da sempre in prima linea per affermare i diritti dei residenti della periferia dimenticata. Aveva guidato lei il corteo del rione. E’ successo solo poche settimane fa quando a marciare c’erano stati tantissimi residenti in rivolta per le case che cadono a pezzi, mentre di fianco ci sono quelle pronte da tempo, nuove e non ancora assegnate.
In quel corteo che approdò a piazza del Popolo c’erano tante persone in affanno. Katia guidava il corteo, suonava il tamburo invocava il rispetto del diritto a vivere con dignità, decoro e sicurezza. «Da diversi anni, infatti - spiega Katia - viene denunciato il continuo scorrere di liquami con la conseguente emanazione di un odore nauseabondo che appesta l’intera zona e che costringe gli abitanti a vivere segregati dentro casa con finestre chiuse, mettendo, così, a dura prova la salute di tutti».