Momenti di tensione nel corso dell'udienza di apertura del processo, fissato dinanzi al Tribunale di Benevento, a carico di tredici persone – altre sei hanno scelto il rito abbreviato e saranno giudicate dal gup di Napoli a febbraio- tirate in ballo dall'indagine antidroga della Dda e della Squadra mobile di Benevento rimbalzata all'onore delle cronache il 20 luglio dello scorso anno, quando era stata eseguita un'ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Tutto è iniziato quando un imputato ha avvicinato un familiare di un altro e gli ha detto qualcosa che ne ha provocato la reazione, sfociata in un pugno rifilato al primo. Ne è nata una colluttazione interrotta anche dall'intervento di alcuni difensori: uno 'scontro' poi proseguito all'esterno dell'aula, concluso quando uno dei protagonisti si è allontanato. Inevitabile la concitazione, poi la situazione è tornata alla normalità.
Nel mirino degli inquirenti, come ampiamente noto, l'attività di una presunta associazione per delinquere che si sarebbe occupata dell'approvvigionamento della droga -cocaina, crack, eroina, marijuana ed hashish- tra Villa Literno, Giugliano, Castelvolturno e Napoli, e della sua vendita nel capoluogo sannita.
Un gruppo di cui è ritenuto promotore -organizzatore Nicola Fallarino, che ha optato per il rito alternativo.