Benevento

Il calcio è capace di regalare tante emozioni, ma le sue “vittime” preferite sono i bambini. Solo loro riescono ad approcciarsi a questo sport con uno spirito sognante, capace di vedere la squadra del cuore come il primo amore o il calciatore preferito come l'amico più caro.

Al piccolo Fabio Mazzulla è caduto il mondo addosso quando il Giudice Sportivo ha chiuso le porte di San Siro. Non osiamo immaginare le difficoltà del padre Daniele nel momento un cui gli spiegava la situazione. La trasferta a Milano sarebbe stato il regalo più bello di tutti, ma per colpa di qualche stupido il rischio di farlo svanire era piuttosto concreto.

Non poteva andare in questo modo: togliere un sogno a un bambino è forse tra i peccati più gravi che si possano commettere. I vari appelli sono stati accolti dal presidente Vigorito che non ha esitato nel permettere a Fabio e al padre di essere presenti regolarmente a San Siro. Il massimo dirigente sannita si è imbattuto anche in altre famiglie desiderose di entrare e non ci ha pensato su due volte nell'accontentarle. A volte basta davvero poco per rendere felici le persone e il presidente lo sa. 

Fabio, ad esempio, difficilmente dimenticherà quanto vissuto questa sera nel ventre di uno degli stadi più importanti del mondo. Ha avuto modo (anche grazie alla collaborazione dell'Inter) di sostare presso la mixed zone e di salutare tutti i calciatori che transitavano, anche quelli nerazzurri. Il momento clou è arrivato con l'abbraccio del suo beniamino più grande, Riccardo Improta, il quale gli ha regalato la maglia appena smessa. Un tripudio di gioia, entusiasmo e ringraziamenti. Il 6-2 finale poteva in un qualche modo “macchiare” la splendida serata, ma Fabio non ha smesso di sognare a occhi aperti con l'ingenuità dei bambini: “Tanto gliene abbiamo fatti due”. Veniteci a dire che è solo un gioco.