E' una vicenda che all'epoca aveva destato, per le sue modalità, un clamore inevitabile. Questa mattina è sfociata nel rinvio a giudizio, stabilito dal gup Maria Ilaria Romano su richiesta della Procura, di una 43enne e della madre 70enne, di Benevento, accusate di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
Difese dall'avvocato Vincenzo Sguera, le due donne sono state chiamate in causa per una storia incredibile per la quale all'epoca erano state arrestate – successivamente erano tornate in libertà -. Risale al 4 luglio del 2015, quando gli agenti della Mobile, allertati dalla denuncia di scomparsa presentata da una familiare delle due imputate, erano riusciti ad entrare in un appartamento al rione Ferrovia.
Si erano trovati di fronte una scena alla quale avevano fatto fatica a credere: un'abitazione completamente immersa nel buio. Tapparelle abbassate. Nessuna traccia di luce. Una casa trasformata nel nascondiglio disperato di una donna che lì si era barricata pur di non perdere la figlia, affidata al padre.
L'aveva deciso il Tribunale dopo la separazione dei coniugi, ma lei, mamma di una piccola di 3 anni, si era opposta, denunciando il suo ex. Aveva continuato a tenere con sé la bimba, per mesi non si era curata della pronuncia del magistrato. E ad un certo punto entrambe sembravano sparite nel nulla. Comprensibili i timori, la preoccupazione per le loro sorti era diventata talmente alta da spingere una sorella a rivolgersi alla polizia.
Nel mirino era finito un alloggio, ma all’interno non c’era alcun segno che facesse pensare alla presenza stabile di persone. Contatore dell’energia elettrica staccato, così da non restituire alcun consumo, inutile bussare. Nessuna risposta, solo un silenzio irreale che non aveva però tratto in inganno i poliziotti, che avevano deciso di forzare la porta e guadagnare l’accesso.
Dal buio erano spuntate l'allora 38enne e la madre, che con calci, pugni e morsi si erano scagliati contro gli agenti, per impedire che portassero via la minore. Una bambina diventata il campo di battaglia, come capita troppo spesso, purtroppo, delle rivendicazioni di un matrimonio naufragato.