Si è fermata la striscia di vittorie della Sidigas Avellino. Al PalaDelMauro, vince l'UCAM Murcia nella gara valida per l'undicesima giornata di Basketball Champions League, ma senza Caleb Green, con Demetris Nichols uscito al terzo quarto della gara, senza dimenticare le assenze dei lungodegenti Matt Costello e Hamady N'Diaye, ma alla Scandone non si può davvero dire nulla. E' arrivata l'ennesima prova di forza, ma soprattutto da squadra.
L'82-0 tra quintetto base e panchina è un lontano ricordo. I lupi sfiorano la nuova impresa in stagione con il bench dall'alto impatto. Sotto di 10 al 30', Avellino ha sfiorato il sorpasso in due occasioni sul finale del match: la più ghiotta quando in fase offensiva, Ariel Filloy ha avuto l'opportunità di servire Luca Campogrande, autore di una ottima gara, per una conclusione con tanto spazio, ma la scelta dell'esterno di Cordoba, spesso decisivo per le vittorie di Avellino, è stata quella di provare la soluzione personale, divenuta forzata sulla resistenza difensiva degli iberici. Un rammarico, forse anche la ricerca del pelo nell'uovo, ma il dato concreto è la resilienza biancoverde, la capacità, ancora una volta, di superare i limiti fisici e le tante assenze.
"Faccio i miei complimenti a Murcia per la vittoria meritata": fin troppo modesto coach Nenad Vucinic nel post-gara. L'UCAM ha vinto strappando 10 rimbalzi in meno della Sidigas (42-32 per gli irpini): una voce statistica che sottolinea il minimo divario in più aspetti. "Hanno comunque condotto la gara per tutto il secondo tempo. Noi abbiamo provato a recuperare, abbiamo avuto anche l'occasione per vincerla, ma alla fine non ce l'abbiamo fatta": ha proseguito Vucinic. Sulla sostanza delle seconde linee, in evidenza in serata, il coach della Sidigas ci tiene a rimarcare un aspetto: "Se si guarda solo al contributo in termini di punti è chiaro che oggi hanno garantito di più rispetto alle altre gare, ma la gente spesso non nota quanto messo in campo dai ragazzi e che non emerge nelle statistiche di fine gara. Ad esempio, non sono sottolineati i tanti blocchi che portano e che chiamano ai compagni i vari Spizzichini e Campani".
Proprio Luca Campani e Luca Campogrande sono le note liete di serata. Il lungo emiliano ha firmato otto punti andando al tiro con maggior decisione e subendo sette falli. L'esterno capitolino ha impressionato per dedizione: quattro punti con cinque palle rubate, sette rimbalzi per un 13 di valutazione, la più alta della squadra irpina. "Stasera non abbiamo giocato una grande partita ma sono orgoglioso dei ragazzi, che non hanno mai mollato e hanno lottato fino alla fine. - ha aggiunto il coach della Scandone - Non abbiamo tirato benissimo ma, ripeto, abbiamo lottato e alla fine questa è l'unica cosa che posso chiedere alla squadra in questo momento".
L'infortunio di Demetris Nichols offre ulteriori problematiche. Si sospetta una distorsione alla caviglia, ma fa ben sperare il tentativo del giocatore di restare in campo e soprattutto il rientro negli spogliatoi senza il sostegno dei compagni o dello staff. Inutile rischiare in una gara sì importante, ma non decisiva anche perché la qualificazione alla seconda fase di Champions resta vicina. Green ha seguito il match da bordocampo: l'ala grande è rimasto fuori per una infiammazione al tendine d'Achille. Appare difficile il recupero verso la trasferta di Desio contro Cantù in programma sabato sera.
Per N'Diaye sembra complicarsi il piano Final Eight. A fine mese, il centro senegalese dovrà prima sottoporsi ad una visita di controllo al piede destro. Costello è di rientro in Italia e domani sosterrà nuove visite alla clinica Villa Stuart. Un'infermeria che non dà tregua allo staff medico e a Vucinic: "Non mi era mai capitata una situazione del genere in carriera. - ha spiegato il serbo-neozelandese - Resta un vero piacere allenare questi ragazzi. E' un privilegio allenare Avellino. Certo stasera mi aspettavo un po' di presenze in più sugli spalti, ma chi c'era ha sostenuto la squadra alla grande come sempre".