Se n'è rimasto in silenzio dinanzi al gip Loredana Camerlengo. E' la scelta adottata questa mattina nell'interrogatorio di garanzia, motivata con la necessità di dover valutare adeguatamente tutti gli atti, alcuni dei quali ancora non a disposizione, da Angelo Iannotta (avvocato Antonio Mirra), 46 anni, di Sant'Agata dei Goti, l'appuntato dei carabinieri, in servizio fuori provincia, da mercoledì agli arresti domiciliari perchè accusato di essere il presunto responsabile dell'esplosione dell'ordigno che la notte di Capodanno, nella cittadina saticulana, aveva provocato gravi lesioni ad Antonietta, una 36enne che con il compagno stava festeggiando nella tendostruttura allestita in piazza Trieste.
La malcapitata era stata colpita al torace e ad un polmone da una scheggia di un ordigno che, innescato all'esterno della struttura, “ad una distanza di 8 metri e 40 centimetri”, aveva bucato in tre punti il tendone e centrato la poverina, che si trovava due metri e mezzo più in là, rischiando di ferire anche altre persone. Le sue condizioni, inizialmente gravi, sono per fortuna migliorate.
La parola passa ora al Riesame, al quale è già stato depositato un ricorso contro una misura definita assolutamente spropositata, disposta, sul versante delle esigenze cautelari, sul presupposto del pericolo di reiterazione del reato, ritenuto insussistente.
Attraverso il suo legale, Iannotta, dopo aver precisato che il papà ed il fratello si sono recati due volte in ospedale per sincerarsi dello stato di salute della donna, si è augurato, al di là degli sviluppi della vicenda giudiziaria, che per Antonietta tutto vada per il meglio e che stia bene al più presto.