Benevento

Due anni ed 8 mesi. E' la condanna proposta dal pm Assunta Tillo nel rito abbreviato, in corso dinanzi al gup Gelsomina Palmieri, per il segretario generale della Camera di commercio di Benevento Vincenzo Coppola (avvocati Sergio Rando e Giacomo Papa) - sospeso dalle funzioni, a marzo 2017, con un provvedimento della giunta - e Aldo Ianniello (avvocato Nazzareno Fiorenza), responsabile del settore Ragioneria, due delle quattro persone – la posizione delle altre è stata archiviata – tirate in ballo in un'indagine della Squadra mobile.

Si sono espressi per la dichiarazione di responsabilità degli imputati anche gli avvocati Giuseppe Stellato e Antonio Barbieri, per la Camera di Commercio e la Confesercenti, parti civili, che hanno chiesto il risarcimento dei danni ed una provvisionale. In particolare, Stellato li ha indicati, rispettivamente, in 500mila e 50mila euro, Barbieri in 50mila e 10mila euro.

La parola è poi passata all'avvocato Fiorenza, che ha sollecitato l'assoluzione del suo assistito per non aver commesso il fatto. Il 22 febbraio sarà la volta degli avvocati Rando e Papa, per Coppola, poi il giudice pronuncerà la sentenza.

Peculato e abuso d'ufficio le accuse prospettate in un'inchiesta centrata sulle somme del fondo accessorio; su meno di 200mila euro che Coppola, anche dirigente dell'area anagrafe economica e di quelle economico-finanziaria e trasparenza, prevenzione ed anticorruzione, avrebbe percepito indebitamente dal 2011 al 2015. Un incasso che Coppola ha sempre ritenuto legittimo perchè operato dopo il via libera dei competenti organismi della Camera di Commercio.

Di diverso parere gli inquirenti, nel mirino dei quali è finito anche il ruolo che avrebbero assunto tre funzionari, nell'espletamento del loro lavoro, in relazione alle varie tappe dell'iter di cui avrebbe beneficiato Coppola.

Quattro, inizialmente, gli indagati, per i quali era stata chiesta una misura cautelare; la custodia in carcere (e il sequestro dei beni) per Coppola e Ianniello, gli arresti domiciliari per due funzionarie per le quali è scattata, successivamente, l'archiviazione. Nel novembre del 2016 il gip Loredana Camerlengo aveva detto no a qualsiasi provvedimento restrittivo, e altrettanto aveva fatto il Riesame, al quale il Pm si era rivolto.