Avellino

Con lo stesso roster visto a Desio anche in Europa. La Sidigas Avellino ha raggiunto Bandirma dove domani, con palla a due alle 18 italiane, sfiderà il Banvit. Nel match valido per la dodicesima giornata di Basketball Champions League, in palio il secondo posto del girone A della prima competizione FIBA Europe. All'andata, vittoria con scarto minimo per i lupi di coach Nenad Vucinic (finale di 99-95). Rispetto al match giocato al PalaDelMauro, il Banvit ha un nuovo coach, Hakan Demir, con un top-player in più, Gary Neal, con un passato ai San Antonio Spurs e trascorsi italiani in canotta Benetton Treviso.  

L'emergenza biancoverde si confermerà anche in Turchia: coach Vucinic non potrà contare su quattro stranieri. Nelle prossime ore, saranno definiti i tempi di recupero di Demetris Nichols e Caleb Green che era partito con la squadra verso la Lombardia, nel pomeriggio di venerdì. L'ala grande di Tulsa aveva raggiunto il Nord Italia solo per accorgimenti legati al fastidio al tendine d'Achille ed era poi rientrato ad Avellino già nella giornata di sabato. La Scandone spera di recuperare Hamady N'Diaye, entro fine mese, mentre resta in dubbio la posizione di Matt Costello, fermo da novembre. Stefano Spizzichini è uscito dal parquet di Desio con un cerotto al naso. Lorenzo D'Ercole è chiamato a superare nuovamente il problema alla schiena.

La gara di domani è stata presentata dall'assistant biancoverde, Massimo Maffezzoli: "Il Banvit ha cambiato radicalmente pelle rispetto alla partita d'andata, dove si presentò con tanti giovani turchi di belle speranze che erano parte importante del progetto: ora, col cambio di allenatore e gli innesti dello scorer Neal (ultimo capocannoniere del campionato ACB), dell'all-around Moore e del lungo ex-Pesaro Dj Shelton, che vanno a completare il quintetto al fianco del play Perez (il migliore nella partita d'andata) ed il lungo ex-Roma Morgan, propongono una pallacanestro solida ed ordinata che sta pagando buoni dividendi in entrambe le competizioni. Dal canto nostro, le evidenti difficoltà per le rotazioni ridotte non vogliono essere vissute come una scusante ma come un'opportunità per consolidare il processo di solidificazione del gruppo, che continua a rispondere in maniera eccellente in termini di coesione e sacrificio”.