Benevento

E' stato assolto dall'accusa di estorsione, per non aver commesso il fatto, e condannato a 2 anni ed 8 mesi, con rito abbreviato, per tentata estorsione ed incendio. E' la sentenza del gup Gelsomina Palmieri per Pompeo Masone, 53 anni, di San Giorgio del Sannio, già noto alle forze dell'ordine, che nel febbraio dello scorso anno era stato arrestato – ora è all'obbligo di firma – in un'indagine del sostituto procuratore Flavia Felaco e dei carabinieri su tre incendi d'auto registrati a Benevento tra novembre e dicembre 2017.

Nel mirino degli inquirenti, come si ricorderà, erano finiti, in particolare,  tre episodi: due risalivano al 29 novembre dello scorso anno. Quando il fuoco aveva attaccato, distruggendole, una Fiat 600 in via Lungosabato don Emilio Matarazzo e, sempre al Rione Libertà, in via Capasso Torre, una Lancia Y. A distanza di un mese, il 28 dicembre, l'altro rogo, stavolta a Pacevecchia, in via Dorso. Dove le fiamme avevano avvolto una Fiat Punto lasciata in sosta come le altre.

Secondo la Procura, in un caso Masone avrebbe incendiato la macchina di una persona per farsi consegnare 2.500 euro reclamati da anni; mentre in un altro avrebbe agito dopo una violenta discussione che avrebbe avuto con l'utilizzatore del veicolo.

Il pm Felaco aveva chiesto 5 anni per l'estorsione, 3 anni per la tentata estorsione ed altrettanti per l'incendio. Nell'inchiesta era stata chiamata in causa anche Vincenzina Taddeo, 50 anni, moglie di Taddeo, la cui posizione è stata stralciata dopo il no del giudice ad un rito abbreviato condizionato all'escussione di due persone. Sono stati impegnati nella difesa gli avvocati Gerardo Giorgione, Vittorio Fucci e Anna Corraro.