Continua lo scontro a distanza tra la Delta Energy ed il comitato No Triv che risponde alla nota inviata dall'azienda che in più di un'occasione ha spiegato come il piano di ricerca da adottare non preveda trivellazioni ma solo ricerca digitale.
“Non accettiamo – aveva scritto qualche giorno fa la Delta Energy - che si diffondano insulti, calunnie e falsità sull’azienda, i nostri progetti, il nostro lavoro e su quello dei nostri collaboratori”.
In merito a questa affermazione i No Triv non ci stanno e replicano: “Nelle nostre note che tanto li ha fatti innervosire, abbiamo solo riportato alla memoria di tutti, quello che è già successo anni fa con le attività di esplorazione e sfruttamento di giacimenti di idrocarburi scoperti nel Sannio, nell’Irpinia e nel Molise, nonché quanto sta succedendo oggi, sia nel nostro Paese che in altre nazioni. La Delta Energy, che dice tra l’altro di volere concordare le proprie mire con le comunità locali, ha già incontrato, il 12 gennaio del 2013 a Ginestra degli Schiavoni, il coordinamento No Triv, le associazioni ambientaliste, i cittadini delle zone prese di mira. In quell’occasione ha dovuto semplicemente prendere atto di quanto la popolazione sia ostile ai loro progetti. Ricordiamo che, subito dopo l’incontro pubblico, il sindaco di Ginestra, promotore-organizzatore dell’iniziativa, scelse di riunire a porte chiuse gli amministratori locali e i rappresentanti della società Delta Energy, per impedire un ulteriore coinvolgimento dei cittadini, in barba a ogni principio di trasparenza e partecipazione diretta”.
Il Comitato No Triv poi chiede spiegazioni in merito ai sondaggi: “sarebbe mica possibile conoscere la composizione del campione, in particolare per quanto riguarda la distribuzione geografica, dacché si parla genericamente di Campania, mentre le aree a rischio sono ben più circoscritte a soli pochi comuni compresi tra il Sannio, l’Irpinia ed il Molise? la Delta Energy e la SWG sanno dov’è il Fortore o il Tammaro? E per concludere, cosa vuol dire ricerca digitale del petrolio?”.
“Noi sappiamo bene o almeno abbiamo capito, leggendo tra le vostre proposte, che volete realizzare il pozzo esplorativo entro il 2021 e che purtroppo non sarà né virtuale né digitale. Ribadiamo altresì che le preoccupazioni sui rischi ambientali in tutte le fasi di ricerca, perforazione ed estrazione di idrocarburi, e sulle ricadute socio-economiche sul territorio, non sono frutto di nostre comunicazioni allarmistiche: semplicemente stiamo rilanciando e portando a conoscenza di tutti quanto asserito, documentato e riscontrato da scienziati, ricercatori e tecnici, sia di importanti università ed enti di ricerca, che del coordinamento stesso...”.
Ripetiamo dunque, fiduciosi che prima o poi riuscirete a capirlo: Non vi vogliamo e con noi non vi vuole una gran parte della popolazione sannita e non sarà un sondaggio o spiccioli di petroeuro a convincerla. State alla larga dai nostri territori”, concludono i No Triv.