Avellino

Avellino capoluogo della Mal’aria. Lo rivelano i dati dello scorso anno mappati e pubblicati da Legambiente e la nuova ordinanza antismog è già sul tavolo del commissario Giuseppe Priolo, che ha deciso di impostare un intervento deciso e strutturale, per scongiurare il rischio emergenza degli ultimi mesi. Si procederebbe con un’ordinanza costante, lunga dodici mesi. In Campania, nel 2018, in 3 capoluoghi di provincia su 5 sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l'ozono (35 giorni per il Pm10 e 25 per l'ozono). Tra questi ad Avellino e Napoli il limite e' stato superato per entrambi i parametri. La media ottenuta grazie ai rilievi è inquietante e parla di aria inquinata per circa 4 mesi nell'anno. Sullo sfondo le multe salate dall’Europa e la scelta forte di partire in anticipo per il nuovo anno ,correndo ai ripari già dal prossimo mese. 89 gli sforamenti per lo scorso anno (46 per il Pm10 e 43 per l'ozono). Questo il quadro impietoso monitorato e da cui ripartire per il nuovo anno in città.

Il dispositivo, messo a punto dal settore Ambiente del Comune di Avellino, punta a prevenire l’emergenza smog patita nel 2018, e anche negli anni precedenti. In un mese siamo già a 7 sforamenti ad Avellino. Cifre da capogiro con emissioni nocive da record. Si punterebbe, col nuovo dispositivo, a bloccare i mezzi particolarmente inquinanti, con misure restrittive contemplate anche per gli abbruciamenti vegetali. Alcune indiscrezioni filtrate dal palazzo parlerebbero di stop alle auto, nel perimetro interessato già dalle precedenti ordinanze, Euro zero, uno e due, e i veicoli diesel Euro zero, uno, due e tre. Non sarebbe stato contemplato il dispositivo di accesso alla zona centro con targhe alterne e secondo i giorni previsti.

Tutto invariato per gli impianti di riscaldamento. Almeno per ora. Il freddo sferzante imporrebbe di “tralasciare” l’uso incontrollato degli impianti per riscaldare gli ambienti al chiuso. Dunque dalla prossima settimana potrebbe scattare l’ordinanza e i controlli saranno serrati. Come per le altre ordinanze, le aree inibite alla circolazione delle auto più datate sarebbero quelle della cinta urbana della città, ad esclusione delle arterie che la circondano: dal tratto dell’Autostrada a 16, alla Bonatti, da viale Italia fino alla rotatoria, a via Annarumma. Un perimetro ben noto a chi si sposta in auto, vista la chiusura d’anno all’insegna del rigore in extremis per scongiurare, inutilmente, gli sforamenti fuori legge.

Insomma, bloccare le auto più vecchie e particolarmente inquinanti sarebbe un passaggio necessario per il commissario. Stessa scelta in altre città.

Dopo aver chiuso il 2018 con ben 46 sforamenti per il Pm10 e 43 per l’ozono, maglia nera in Campania con un distacco consistente su una metropoli come Napoli, offre un quadro impietoso da cui dover ripartire su basi nuove. Si punta a riavviare, al contempo, un dialogo necessario con i comuni del comprensorio. I paesi dell’immediato hinterland dovranno fare la loro parte per abbattere, definitamente, le emissioni nocive.

A pesare sul dato Avellino, è cosa nota, sono le emissioni prodotte anche nelle zone e territori immediatamente a corona del capoluogo. Il polo industriale, su tutti, giocherebbe un ruolo importante per quello che concerne i rilievi dell’Arpac. Si cercano misure condivise che potrebbero davvero dare i frutti sperati per ridurre le emissioni: da un piano per la mobilità sostenibile fino alla riconversione delle fabbriche che insistono nell’area industriale di Pianodardine. Ordinanza dunque che, secondo i bene informati, potrebbe e dovrebbe essere condivisa dai sindaci dei comuni limitrofi, da Atripalda a Montefredane, fino a Monteforte.

Per ora non c'è ancora nessuna ufficialità.  Insomma, toccherà al commissario assicurare e confermare una sinergia attiva con le altre amministrazioni per far sì che lo smog, la mal’aria, finalmente, sparisca.

E sullo sfondo restano i dati su cui riflettere. Avellino maglia nera per lo smog per numero di sforamenti è seguita da Napoli con 72 (37 per il Pm10 presso centralina della Ferrovia e 35 per l'ozono presso il parco Virgiliano). Benevento ha sforato 27 giorni e sempre per l'ozono. Inoltre, nel 2019, nei primi 21 giorni di gennaio, Avellino ha già superato per 7 volte il limite di Pm10: