Avellino

"Abbiamo bisogno di recuperare i giocatori infortunati e di integrare i nuovi innesti": è uno dei passaggi della conferenza stampa di Nenad Vucinic che ben riassume quanto visto nei quaranta minuti della gara, persa dalla Sidigas Avellino contro la Vanoli Cremona. La Scandone c'ha provato con il massimo sforzo, con l'orgoglio che mai manca e con il tentativo di rimonta operato nell'ultimo quarto cercando di ribaltare un match vinto con merito dagli ospiti, dal roster di Meo Sacchetti che, invece, passo dopo passo, è cresciuto nello sviluppo della gara e che ha trovato lungo la strada diversi interpreti - Tre Demps, Vojislav Stojanovic e Travis Diener su tutti - nella conduzione di quella che è stata la prima vittoria storica al PalaDelMauro. 

Avellino è parsa in deficit fisico, ovvio dopo lo sforzo a cui è stato condannato il gruppo, ridotto all'osso a causa delle tante assenze per infortunio e del mercato bloccato che non consentiva l'ingresso di nuove pedine, arrivate la scorsa settimana, a ridosso del weekend di gara. Delle due sono una, Ojars Silins, è stata tesserata prima della deadline delle 11 del venerdì. La Scandone ha avuto tanto da Keifer Sykes (altri 28 punti per l'esterno di Chicago) e ha ritrovato subito Caleb Green, non solo per punti (21 nella sfida), anche per la mentalità espressa nel match. 

La sensazione, però, è che sia mancato tanto di quell'equilibrio che spesso ha saputo offrire alla causa Demetris Nichols. Dall'uscita per infortunio dell'ala piccola di Boston, la Scandone ha rimediato quattro sconfitte di fila (Murcia, Cantù, Banvit e Cremona).Nichols è uscito dal palasport finalmente senza stampelle. Ancora leggermente claudicante, ma è un buon segnale per il recupero. Chi è stato chiamato a sostituirlo, ovvero Silins, avrà nuove occasioni a stretto giro per dimostrare il reale valore. Inserito in corso d'opera, dopo un mese di assenza dai parquet per gare ufficiali, l'ala lettone non ha brillato: 0/5 da oltre l'arco e primi punti rinviati al match di Champions League, con Le Mans, quando - mercoledì alle 20.30 - sarà in palio la qualificazione per l'accesso alla fase ad eliminazione diretta della competizione europea.

La Scandone potrà contare anche su Demonte Harper. La guardia di Nashville sarà schierata da Vucinic, ma le scarse 72 ore di pre-gara saranno decisive per creare le condizioni di un riassetto rapido. Il tabellino di Silins è fin troppo semplice da leggere: lanciato nella mischia, al baltico - pur provandoci - non è risultato semplice entrare nelle dinamiche di un gruppo che ha iniziato un percorso d'insieme la scorsa estate. Nello sport e nella pallacanestro c'è bisogno di un periodo fisiologico per immagazzinare quanto occorre per tornare utile alla causa. Anche per questo, l'ambiente biancoverde spera che il ritardo accumulato nell'intervento sul mercato non costi caro nel breve termine, con i lupi in lotta per il pass ottavi di Champions.

Dal referto, inoltre, spicca la conferma della differenza tra i punti del quintetto base e quelli della panchina. Sono solo due i punti realizzati dal bench con firma Hamady N'Diaye, volenteroso, ma fin troppo. Per la voglia di fare, il centro senegalese è cascato in diverse ingenuità. Dalle seconde linee tanta buona volontà e tanto sostegno in diversi giochi tra attacco e difesa, ma Vucinic dovrà trovare il modo di ottenere qualcosa in più al tiro dagli italiani (0/2 da 3 per Lorenzo D'Ercole e Luca Campogrande, 0/1 e solo 4 minuti per Luca Campani). Ariel Filloy è in evidente affanno (1/8 dai 6.75): l'italo-argentino, per senso di responsabilità, si ritrova anche condizionante in negativo dopo tante prove di forza e solidità per sé e per la squadra. Verso la sfida con Le Mans, meno di 72 ore da vivere di corsa per provare a rendere più omogeneo il tutto centrando la qualificazione, in fin dei conti meritata, al "second stage" della prima coppa europea FIBA.