Napoli

 

di Claudio Mazzone

Una scena che fa tornare in mente i film trasmessi domenica su tutti i canali per la Giornata della Memoria. 

Nel ristorante della stazione centrale di Milano, della catena napoletana Rossopomodoro, un uomo che gli altri dipendenti chiamano capo con la maglia rossa ed il logo del famoso franchising, fa alzare la maglia ai lavoratori di colore e spruzza con insistenza un deodorante spray sul loro copro.

Il video choc lo ha messo in rete una dipendente che, attraverso un profilo Facebook Biancavee Ortill, ha lanciato la denuncia scrivendo: “Guardate così tratta le straniere dove lavoro io che vergogna” e postando il video.

In poche ora le immagini hanno fatto il giro del web e hanno provocato disgusto, indignazione ma anche commenti favorevoli e razzisti.

Intanto, l’azienda ha provato a correre ai ripari con un comunicato stampa d’urgenza nel quale si legge che “Rossopomodoro prende le distanze e si dissocia fermamente dal comportamento discriminatorio che non appartiene né per costume, né per tradizione, né per vocazione all'azienda di origine partenopea. L'amministratore delegato Roberto Colombo precisa che il Gruppo Sebeto ha tra i suoi collaboratori ragazzi e ragazze di diverse etnie e di tutte le regioni d'Italia e che non si sono mai verificati in tanti anni di storia del gruppo, problemi di questo genere. Nello stesso tempo l'AD Sebeto conferma che la direzione non ha mai ricevuto doglianze dai suoi dipendenti o da chicchessia per comportamenti inadeguati del proprio personale e che sulla vicenda è stata disposta una inchiesta interna all'esito della quale saranno assunti tutti i provvedimenti che risulteranno necessari per preservare l'onorabilità dell’azienda. Rossopomodoro assume ed ha sempre assunto il personale indipendentemente dalle proprie origini tant'è che nella forza lavoro già attiva in Italia i dipendenti provenienti da fuori Italia rappresentano il 35% della forza lavoro complessiva”.

Purtroppo, oramai, il danno è fatto e quelle immagini resteranno come una macchia sul brand.