La parola, ora, passa al presidente del Tribunale, che dovrà decidere se i due magistrati che si sono astenuti – Simonetta Rotili e Maria Di Carlo- possano continuare il lavoro assegnato, o se ad occuparsene debba essere un collegio diverso.
E' la novità emersa questa mattina nel processo a carico di Vincenzo Piccoli, 85 anni, di Sant'Agata dei Goti, presidente del Cda della Gosaf, e di altre dieci persone tirate in ballo dall'indagine del sostituto Patrizia Filomena Rosa e della guardia di finanza sulla società di riscossione dei tributi -sede legale a Montesarchio e base operativa a Sant'Agata dei Goti- che, dopo aver operato in oltre cinquanta comuni italiani, dall'ottobre del 2014, dopo essere stata sequestrata, è guidata da un commissario giudiziario.
La scelta dei due giudici, che si sono già pronunciati negli anni scorsi rispetto ad un sequestro di beni ed all'efficacia di una misura, è stata comunicata al termine di una camera di consiglio diventata necessaria dopo le argomentazioni esposte da alcuni difensori: in primis l'avvocato Marcello D'Auria, che assiste Piccoli con il collega Paolo Abbate. Si torna in aula il 19 febbraio.
Nell'elenco degli imputati figurano altri rappresentanti della Gosaf, funzionari e dipendenti di alcuni Comuni e della Provincia di Napoli, ai quali sono contestate accuse che, a vario titolo, vanno dal peculato al falso ed all'abuso d'ufficio. Nel mirino dei militari della polizia tributaria sono finite le somme che la Gosaf avrebbe incassato e non versato ad alcuni Enti.
Oltre a D'Auria ed Abbate, sono impegnati nella difesa gli avvocati Paolo Piccialli, Pasquale Matera, Sergio Clemente, Romina Macioce, Alfonso Stile, Sara Petella, Alfonso Furgiuele, Francesco Trinchera, Vincenzo Maiello, Vittorio Fucci, Gennaro Iannotta e Vincenzo Galani. Parti civili i Comuni di Paolisi (avvocato Ettore Marcarelli), Portici (avvocato Diomede Gersone), Anagni (avvocato Pierfrancesco Bruno) e Crispano (avvocato Raffaele Marciano).