Avellino

Spesso ci si domanda se esistono ancora le "bandiere" nel calcio. Nell'epoca in cui disputare due stagioni di fila con indosso la stessa maglia equivale già a battere un record, due calciatori partiti dai campi polverosi di periferia, nelle categorie inferiori, si sono affacciati in quella Serie B che meritatamente li ha visti protagonisti sia la passata stagione che in quella in corso.

Angelo D'Angelo e Antonino Daì sono le bandiere di Avellino e Trapani che domani si affronteranno per conquistare i rispettivi ambiti traguardi: l'aritmetica qualificazione ai play off, da una parte e la salvezza diretta, dall'altra. D'Angelo è in ballottaggio con Kone per una maglia da titolare, ma farà di tutto per essere in campo e per indossare con orgoglio la fascia da capitano. Daì, invece, nelle ultime settimane si è preso il posto da titolare sulla fascia destra e lo occuperà anche domani al Partenio-Lombardi.

Il "Guerriero di Ascea" veste il biancoverde dal dicembre del 2009. Arrivò in Irpinia proveniente dalla Turris e dalle esperienze con Voghera, Spal, Reno Centese e Gelbison. Arrivò in sordina. D'altronde non era facile in quella stagione, la più difficile della storia dell'Avellino Calcio, fare breccia nel cuore dei supporters irpini. La Serie D era una categoria che non apparteneva ad una città che aveva vissuto i fasti della massima Serie e D'Angelo era un illustre sconosciuto per gli appassionati, pochi a dire la verità, quelli che assiepavano gli spalti del Partenio-Lombardi quell'anno.

Poco più di 800 chilometri più a sud di Avellino, al Provinciale, Antonino Daì in granata dalla stagione 2007-2008, spingeva il Trapani verso la conquista dei professionisti. In campo, assieme a lui, Francesco Lo Bue, altra bandiera della formazione siciliana. In panchina, Roberto Boscaglia, il protagonista mancato di questo Avellino-Trapani. In Irpinia lo ricordano bene Daì.

Era il 16 maggio del 2010, esattamente cinque anni fa domani. Il terzino destro con un tiro al volo diretto all'angolino batté Apuzzo e regalò il raddoppio al Trapani. Il 4-2 finale spinse l'Avellino a disputare lo spareggio contro la Rossanese, a Matera, per accedere ai play off. I lupi lo vinsero, poi eliminarono proprio il Trapani in semifinale, prima di perdere sul campo della Vigor Lamezia.

Sembra una vita fa. E forse lo è. Da quel giorno D'Angelo e Daì ne hanno vissuti di momenti indimenticabili. Prima la conquista della Seconda Divisione tramite ripescaggio. Poi l'assalto alla Prima Divisione riuscito al Trapani per la porta principale e all'Avellino da quella di servizio. Fino ad arrivare alla promozione in Serie B.

D'Angelo da capitano biancoverde la conquistò il 5 maggio 2013 sul campo del Catanzaro. Daì, col Trapani, una settimana dopo contro la Cremonese, al termine di un match non adatto ai deboli di cuore. Spesso ci si domanda se esistono ancora le bandiere nel calcio. D'Angelo e Daì ne sono la dimostrazione. Sì, esistono eccome

Carmine Roca