di Claudio Mazzone
Sulla collina del Vomero, proprio tra le zone pedonali di via Scarlatti e via Luca Giordano, in una delle realtà più tranquille, ricche e vivibili di Napoli, c’è uno dei parchi più belli e ricchi di fascino della città.
La Villa Floridiana con il suo parco furono acquistati e portati allo splendore da re Ferdinando I delle Due Sicilie nel 1815 che volle darlo in dono alla sua seconda moglie Lucia Migliaccio. Nel 1919 questi luoghi furono acquistati dallo Stato che li destinò alle esposizioni museali. Oggi questo luogo suggestivo e importante fa parte dei Parchi storici napoletani.
Ma questi giardini della bellezza e della cura dei periodi passati non conservano nulla. Il Parco infatti si presenta in uno stato di abbandono. È quasi totalmente chiuso al pubblico per pericolo crollo di alberi o per lavori in corso. Le zone pericolanti sono delimitate con semplici transenne o addirittura con un nastro di plastica e all’entrata un cartello, che non invoglia di certo i visitatori a varcare il cancello, chiarisce che il pericolo di inciampare in qualche buca o di essere colpito da qualche albero è reale e si richiede la massima cautela.
Sono anni che la Floridiana è soggetta a lavori di manutenzione che ormai risultano infiniti mentre ogni giorno un’altra parte del parco viene interdetta al pubblico a causa del pericolo rappresentato dagli alberi non curati e manutenuti che in città ormai sono diventati protagonisti di tristi tragedie. Nei viali totalmente infangati si incontra solo qualche eroico corridore mattutino che però è costretto a girare intono, un po’ come i criceti sulla ruota, su un percorso di poche centinaia di metri.
Eppure per la posizione, per la grandezza, per la varietà di piante e per gli squarci di panorama che regala, la Floridiana non avrebbe nulla da invidiare ai parchi londinesi. Il fatto di trovarsi in una delle zone più commerciali, più agiate e più collegate della città e di essere facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, dista infatti pochissimi metri dalla nuova Metropolitana e da due delle più importanti funicolari, rende questo polmone verde un luogo con potenzialità enormi.
I vomeresi sono anni che provano a sollevare la questione con la soprintendenza e con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Si agitano in modo civile ma netto le associazioni di quartiere e svariati e fantasiosi progetti di messa a reddito di alcune aree che affacciano sulle strade dello shopping sono stati lanciati e e oltre ad affascinare gli abitanti allettano non poco i capitali privati.
Nella realtà però tutto resta fermo mentre il sindaco Luigi de Magistris insieme al l’assessore al verde Ciro Borriello hanno scritto al ministro Bonisoli per chiedere la gestione diretta del parco.
"Da troppo tempo ormai la ex residenza reale di interesse storico ed artistico è in gran parte preclusa alla città, un polmone verde da troppo tempo negato alla fruizione di napoletani e turisti. L'amministrazione comunale di Napoli è pronta a chiedere al ministro Alberto Bonisoli la responsabilità diretta della Villa per restituirla pienamente alla città“.
Nella nota del comune c’è la visione della trasformazione della Floridiana in "Un bene comune pubblico da co-gestire con la partecipazione di associazioni, comitati di scopo, ambientalisti affinché il verde diventi opportunità di crescita collettiva ed inclusiva”. e passano anche all’attacco sulle condizioni attuali “Purtroppo il verde della Villa è in una condizione igienico-sanitaria allarmante con gli elementi arborei in gran parte rovinati dall'incuria”. In più il Sindaco indica le risorse con le quali agire, concludendo così la nota: “Uso gratuito, responsabilità collettiva, gestione dal basso e decisioni in capo al Comune di Napoli possono diventare gli elementi per riappropriarsi di un bene ambientale di inestimabile bellezza, grazie anche alle risorse per il verde disponibili nell'ambito del piano strategico della città metropolitana".
Le sue dichiarazioni però, visto lo stato dei parchi gestiti dal comune, hanno fatto storcere il naso ai consiglieri comunali di opposizione. Il capogruppo di Forza Italia Stanislao Lanzotti è netto: “De Magistris chiede al Ministro Bonisoli di gestire la Villa Floridiana al Vomero? Incredibile! Aldilà di ogni immaginazione viste le condizioni dei parchi e dei giardini della città, quelli che il comune dovrebbe curare e manutenere. E quali sarebbero le credenziali di efficienza ed efficacia che il Comune di Napoli presenterebbe al Governo? Per caso il modello di gestione è quello messo in campo per la Villa comunale ridotta in condizioni indescrivibili? O quella del Parco Gaetano Errico a Secondigliano, se ci vogliamo spostare in periferia, praticamente da rifare daccapo?”
Aldilà degli annunci, delle polemiche, delle promesse e dei progetti, questo parco resta in condizioni indegne e pericolose e nessuno fino ad oggi sembra aver mosso un dito.
La qualità di vita nelle città moderne si misura soprattutto in base alla disponibilità per i cittadini di avere luoghi di relax da poter sfruttare e polmoni verdi di cui poter godere. Napoli avrebbe la possibilità di garantire ai propri cittadini spazi verdi che coniugano natura, bellezza, relax, paesaggio e storia ma questa possibilità non viene concretizzata. Purtroppo la maggior parte di quei luoghi, quelli di gestione comunale e municipale come quelli di gestione centrale, versano in condizioni pietose e rappresentano non solo un pericolo per l’incolumità pubblica ma soprattutto dimostrano l’incapacità di rendere Napoli davvero una città europea e vivibile.