Sono pronti a tutto i prof irpini per bloccare la Buona Scuola di Renzi. Maxi assemblea contestazioni fatte e nuovi scioperi per fermare una riforma che, come hanno spiegato ieri sera al Samantha Della Porta, "rischia di smantellare il principio del diritto allo studio della Repubblica Italiana, fondamento intoccabile della Costituzione Italiana".
Blocco degli scrutini, ma non della maturità e picchetti. Sono solo alcune delle proposte per continuare la protesta nel mese caldo della scuola. Ieri a coordinare gli interventi e presentare schematicamente il ddl è stata la docente Teresa Caputo, del Rinaldo D'Aquino di Montella.
«Il Governo continua ad ignorare manifestazioni di piazza senza precedenti - spiega Caputo -. Ma non ci fermeremo. Non può passare una riforma simile che smantella la scuola dalle fondamenta. Siamo indignatissimi.
Si parla di chiamata diretta del dirigente. Ma cosa vogliono trasformarli in caporali? Anche i pochi dirigenti illuminati contestano questa riforma, perché la scuola ha bisogno di condivisione non di capi. L'accentramento dei poteri acuisce le conflittualità e rende più complicata l'organizzazione. Senza dimenticare l'abolizione delle graduatorie e la creazione di albi provinciali piuttosto che la nascita di ambiti. Una cosa è certa non ci sarà nessuna opera straordinaria di assunzioni. Stanno affossando la scuola e con lei la Repubblica italiana».
Dello stesso parere anche la professoressa Eliana Flores. «Eppure la scuola dovrebbe essere ricchezza, libertà conoscenza e democrazia - spiega Flores -. Siamo indignati per la totale inadeguatezza di una riforma che rovina e non costruisce, smantella ma no da opportunità. E' un momento di confronto e di mobilitazione, che arriva all'indomani dell'approvazione, da parte della VII Commissione Istruzione e Cultura, del ddl di riforma della scuola, ora in procinto di essere votato in Parlamento. Siamo pronti a tutto per fermare questa riforma».
Simonetta Ieppariello