Benevento

Domandina semplice semplice: trovate normale che il residente in un palazzo, comprensibilmente incazzato, sia costretto ad appostarsi in certe ore del giorno per cogliere in flagranza, magari immortalandoli in una foto, coloro che accompagnano i cani a depositare i loro escrementi nei cortili privati o lungo i marciapiedi, impipandosene dell'ordinanza che li obbliga ad andarsene in giro con paletta, guanti e bustine nelle quali riporre i lasciti dei loro cari animalucci? Succede a Benevento, in ogni zona della città.

Immagino che in tanti, a questo punto, avranno già contratto il viso in una smorfia di sorriso del tipo: ma guarda questo, con tutti i problemi che ci sono, a cosa pensa. Vero, ma è dalle piccole (e importanti) cose che si riconosce il livello di civiltà di una comunità. Ed è vero anche, nel contempo, che il benaltrismo è una delle patologie che affliggono i nostri tempi. Si manifesta con l'incapacità di affrontare una questione magari scomoda, offrendone, in cambio, un'altra che si ritiene già risolta.

E' come chiedere, insomma, di parlare di arance e mandarini e sentirsi rispondere su mele e pere. Torniamo a quei meravigliosi cani che, sia chiaro, non hanno alcuna colpa. Se non quella di avere dei padroni che se ne fottono dell'orto altrui che va calpestato ed insozzato, ma che sono pronti ad elevare al cielo i loro lai se qualcuno si azzarda soltanto a sfiorare la propria erbetta. Il segno di una maleducazione e di una prepotenza che continuano ad allignare nelle nostre realtà, restando, purtroppo, non sanzionate.

Le multe ai trasgressori sono infatti uno spauracchio che non fa paura, come gli spaventapasseri che nei campi tengono lontani, o dovrebbero, gli uccelli dalle coltivazioni. Si sa: ci possono togliere tutto, o quasi, ma non i soldi che abbiamo nel portafogli. Ci restiamo da schifo, ci agitiamo spasmodicamente perchè, costi quel che costi, rimangano al loro posto e non passino nelle casse dello Stato. Nonostante ciò, il timore di incappare in una multa è così basso da far prevalere il menefreghismo.

Eppure, siamo gli stessi che invocano giustizia sommaria e modi spicci quando si tratta di punire gli altri, il vicino di casa, il personaggio pubblico in quel momento additato come capro espiatorio. In quei momenti ci sentiamo tutti in diritto di gridare e gridare sempre più a squarciagola, di invocare la vendetta, e mentre lo facciamo è come se pulissimo le nostre coscienze.

Non potremmo farlo ogni giorno, rispettando le regole, le modalità di conferimento dei rifiuti, evitando di abbandonarli alla rinfusa e di rendere ancora più sporca la città, di gettare l'immondizia nelle aiuole, parcheggiando non in doppia fila o negli stalli riservati ai disabili, portando a spasso i nostri cani con il necessario armamentario? Ma dai, in fondo che vuoi che sia: i problemi sono altri.