Non conta il bel gioco. Conta buttarla dentro. In una partita che sembrava almeno fino al 18’ del secondo tempo destinata alla noia, c’è spazio per un po’ di vivacità nel finale. Col Venezia lo spettacolo scarseggia. Da ambo le parti. Ma a spuntarla è la strega che grazie ad alcuni singoli ha saputo fare la differenza. Tra questi un certo Roberto Insigne. Sale ancora lui in cattedra. Oramai a suo agio in questo ruolo inedito, quello di seconda punta. Prova sin da subito a dare più qualità, ma i suoi sigilli arrivano nel secondo tempo consentendo ai giallorossi, assieme al rigore di Coda per un fallo ai danni di Bandinelli, di trovare il successo dopo il pari di Lecce e il turno di riposo. Bravo Robertino. Gli applausi sono tutti per lui. E non solo. Bene nel finale anche Bandinelli, suo l’assist per il fratello di Lorenzo (il terzo gol) e suo l’intervento provvidenziale che ha costretto l’avversario a commettere fallo. Ma c’è anche spazio sin dal primo minuto per uno degli acquisti di questo mercato di riparazione: Crisetig. Si prende il posto di un Viola non ancora pronto. Dà geometrie e dimostra di poter dare più equilibrio ad una squadra però che ha in pochi uomini qualità e fantasia. L’ex Pescara è costretto ad uscire dal campo per problemi di condizione ma sicuramente può rappresentare da qui alla fine una valida alternativa nella zona nevralgica del campo.
E al di là della vittoria, c’è comunque chi non è riuscito ad esprimersi al meglio. Riccardo Improta non è stato mai in partita. Macchinoso, disordinato, sempre in ritardo. Alla fine Bucchi è costretto a sostituirlo, inserendo Giamfy a destra e spostando Letizia a sinistra. Anche Gaetano è lontano dai tempi d’oro ma sicuramente la sua prestazione è stata decisamente migliore di quella vista in campo al Via del Mare. Da lui però ci si aspetta di più.