Il suo difensore, l'avvocato Marcello D'Auria, aveva chiesto il non doversi procedere, perchè il fatto non sussiste, nei confronti del suo assistito, che nel precedente appuntamento dinanzi al giudice si era sottoposto all'interrogatorio, respingendo qualsiasi addebito e sottolineando la correttezza delle sue condotte. Ma il gup Gelsomina Palmieri è stato di diverso avviso e, in linea con quanto proposto dalla Procura, rappresentata dal sostituto Francesco Sansobrino, ha stabilito che la vicenda approdi al vaglio del dibattimento.
Ecco perchè ha spedito a giudizio Arcangelo Di Chiara, 67 anni, di Amorosi, chiamato in causa, come funzionario dell'Asl, in un'indagine su fatti che risalgono al periodo tra il 2015 ed il 2016. Per lui l'accusa di concussione, per la quale il sostituto procuratore Maria Scamarcio avrebbe voluto che fosse applicata una misura cautelare che il gip Loredana Camerlengo aveva però respinto.
Tutto ruota attorno ai verbali in materia di igiene degli alimenti che Di Chiara – secondo gli inquirenti - avrebbe comminato, sempre alla presenza di una sua collega, ai titolari di alcune attività commerciali, con l'obiettivo di indurli a revocare i loro consulenti in materia e a nominare, al loro posto, un suo familiare. Circostanze escluse dai commercianti quando erano stati ascoltati dalla guardia di finanza. Questa mattina la conclusione dell'udienza preliminare e, come detto, il rinvio a giudizio: il processo partirà l'11 giugno.