Il caso Nunnally non si ferma al 20-0 decretato dal giudice sportivo. Il giocatore di San José non poteva calcare il parquet di Pistoia nella sfida tra l'OriOra e l'A|X Armani Exchange Milano: presenza che ha determinato la sconfitta a tavolino per i campioni d'Italia. Sulla vicenda, si è espresso anche l'amministratore delegato della Fiat Torino, Massimo Feira, che ha chiamato in causa anche la Sidigas Avellino: "Quanto accaduto rimarca alcune carenze che non sono solo di Milano. Nel calcio, Lega e Uefa comunicano a inizio stagione i giocatori che hanno squalifiche pendenti: perché nel basket non capita? Sotto questo aspetto, siamo al dilettantismo. Fatico anche a credere che la fonte da cui è partito il tutto sia stato un tifoso sui social. La verità è che chi sapeva avrebbe dovuto comunicarlo prima di tutto all'Olimpia: nello specifico, se Avellino era a conoscenza della squalifica di Nunnally (il cui stop era appunto risalente ai tempi della sua permanenza in Irpinia, ndr), avrebbe dovuto avvisare Milano". E' dichiarato in un'intervista dall'a.d. del club piemontese a "La Stampa" - "Al momento la Federazione è vista solo come un soggetto che tassa le società e commina multe: dovrebbe avere un atteggiamento diverso e, insieme alla stessa Lega, ammodernare il sistema per farlo diventare professionale e professionista".
Su Facebook, invece, l'ex gm della VL Pesaro e della Fortitudo Bologna, Santi Puglisi, chiama in causa esclusivamente la Federazione Italiana Pallacanestro e la LegaBasket Serie A: "A proposito del caso Nunnally, secondo il mio modesto parere dovevano essere FIP e Lega a comunicare all’Olimpia Milano che il giocatore, all’atto del tesseramento in Italia, avrebbe dovuto scontare una giornata di squalifica. È veramente increscioso che l’organo inadempiente, cioè la Fip, sia lo stesso che infligge il 20-0 a favore di Pistoia, alterando probabilmente l’esito della retrocessione".