Benevento

 

Una montagna di tasse che resta scritta sulla carta, alimenta il contenzioso e ingrassa le società di riscossione. Con esiti talvolta persino drammatici. E' un circolo vizioso di dimensioni enormi quello che vede protagonisti molti enti locali anche nel Sannio. Il prelievo fiscale, nelle sue molteplici forme, totalizza cifre iperboliche che però non vengono incassate praticamente mai nella loro interezza. Molti cittadini preferiscono imboccare la strada della “dimenticanza”, lasciando che sia l'amministrazione a cercarli a distanza di anni per saldare i debiti.

E' quanto sta emergendo con solare chiarezza in queste ore dalla procedura di riaccertamento dei residui attivi e passivi dei bilanci municipali introdotta dalla legge per fare finalmente pulizia nei conti pubblici. Emblematico al riguardo il caso del Comune di Benevento che ha cancellato dal proprio bilancio 3,7 milioni di euro quali voci in entrata ritenute insussistenti; sull'altro piatto della bilancia ci sono i 2,6 milioni di passivo che Palazzo Mosti può a giusta ragione ritenere estinti. Tra i crediti non più esigibili figurano 914.770 euro di ruoli esattoriali emessi tra il 2005 e il 2007, definitivamente usciti dall'attivo così come il milione e duecentomila euro che sarebbe dovuto derivare dall'Imu 2013.

Ma ciò che più colpisce è la mole davvero considerevole di proventi da tassazione relativi alle annualità pregresse che il Comune capoluogo non ha finora incassato ma punta ancora a farlo, attivando chiaramente le procedure coattive. Il campionario delle tasse non riscosse parte addirittura dalla tassa rifiuti del 2005, annualità per la quale Palazzo Mosti vorrebbe introitare ancora 1.164.409 euro. Ma anche per gli anni successivi restano in piedi, almeno in teoria, cospicue partite economiche da definire. Per il 2006 sarebbero da liquidare ulteriori 427.361 euro dalle famiglie e 894.564 euro da attività commerciali. Dal 2007 dovrebbero derivare 1,3 milioni di euro. E così via negli anni: 1.761.296 euro per il 2008; 3.667.081 euro dal 2009; 4.535.352 euro a titolo 2010. Fino ai giorni nostri quando pur cambiando la denominazione del tributo per i servizi di raccolta e smaltimento rifiuti non cambia l'esito finale: restano da incassare 6.509.988 euro per la Tares 2013 e 7.000.000 di euro dalla Tari 2014.

Ma non è tutto. Il Comune di Benevento riporta tra i residui attivi ancora esigibili anche il condono Ici per le aree fabbricabili risalente al 2005 per un totale di 2.384.021 euro, e altri 913.944 euro per l'anno successivo. Circa 2 milioni di euro restano da incamerare per l'Ici non pagata nelle annualità pregresse e 379.797 euro andrebbero incassati dai ruoli delle multe per violazione al Codice della strada risalente al 2009. Senza dimenticare le altre tipologie di tassazione come la Tosap che contribuiscono non poco ad elevare il budget teorico da introitare.

In totale, tra vecchie tasse non versate e altre entrate da esigere, il Comune di Benevento riporta qualcosa come 217,5 milioni di euro da incassare. Ovvero circa tre volte il “fatturato” annuo di Palazzo Mosti. Viene dunque da chiedersi: non sarebbe più utile (e giusto) provare ad abbassare il prelievo fiscale e puntare così ad abbattere la quota di evasione, come si vede assai cospicua?

Paolo Bocchino