Benevento

La Procura ne aveva proposto la condanna ad 8 mesi, ma il giudice Daniela Fallarino le ha assolte perchè il fatto non sussiste. E' quanto avevano chiesto gli avvocati Andrea De Longis junior e Gianmarco Bosco, difensori di Michela Corbo e Michelina Di Biase, due infermiere del Rummo accusate di aver agito “con negligenza ed imperizia”, causando la morte del piccolo che stavano alimentando.

Si tratta di una storia drammatica che il 13 giugno 2012 aveva investito i genitori di un bimbo di soli quattro mesi. Era nato con una malformazione cardiaca congenita - la tetralogia di Fallot – che aveva reso necessari tre interventi chirurgici eseguiti all’ospedale Monaldi, a Napoli. Il piccolo era stato dimesso l'11 giugno ed era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale dell'ospedale del capoluogo sannita, dove avrebbe dovuto seguire il piano nutrizionale concordato con i medici del Monaldi, in modo da consentirgli di prendere peso.

Di qui un'alimentazione con il sondino naso-gastrico alternato al biberon. Nessun problema fino alla sera del 13 giugno, quando – sostenevano gli inquirenti -, nell'alimentarlo, le due infermiere non avrebbero dato importanza ai vagiti del neonato, segnalati dai genitori. Avrebbero continuato a nutrirlo, sia con il sondino, sia con il biberon, provocandogli un enfisema acuto che ne aveva fermato per sempre l'esistenza.

Assistiti dall'avvocato Daniela Miracolo, il papà e la mamma, colta da un malore quando le era stata comunicata la terribile notizia, avevano presentato una denuncia, dando il là ad un'indagine condotta dalla Squadra mobile. Il sostituto procuratore Flavio Felaco aveva affidato al medico legale, la dottoressa Monica Fonzo, l'incarico di procedere all'autopsia.

Un esame al quale avevano partecipato alcuni consulenti di parte: Francesco Ammaturo (perle parti offese), Arturo Di Blasi e Bruno Della Pietra per alcuni degli iniziali cinque indagati, per tre dei quali era poi stata chiesta e disposta l'archiviazione. Non per le due infermiere, spedite a giudizio. Oggi pomeriggio la sentenza: assolte perchè il fatto non sussiste.