Avellino

Hanno scelto piccoli borghi della Campania, quelli spopolati, dove vivono soprattutto anziani per sperimentare le auto senza pilota. La Regione Campania ci mette 50 milioni di euro e per l'avvio della fase di “ricerca” si è deciso di puntare soprattutto sull'Alta Irpinia. Sono infatti 18 i comuni della provincia di Avellino, su un elenco di 25, ad essere interessati. I fondi sono quelli dell'Unione Europea, programmazione 2014/2020, per la mobilità sostenibile, in particolare per la guida smart.

Aquilonia, Bagnoli Irpino, Cassano Irpino, Castel Baronia, Conza della Campania, Flumeri, Frigento, Lacedonia, Lioni, Montella, Monteverde, Morra de Sanctis, Rocca San felice, Sant'Angelo dei Lombardi, Savignano Irpino, Senerchia, Sturno e Villanova del Battista.

Altri 4 appartengono al territorio di Salerno, ma sono continui: Atena Lucana, Montesano sulla Marcellana, Oliveto Citra, San Gregorio Magno. Tre infine ricadono nella provincia di Benevento: Foiano Val Fortore, Pesco Sannita e Caiazzo.

Tutti comuni a rischio spopolamento, dove si vedono poche auto in giro, che sembrano ideali, a una prima analisi, per la sperimentazione di un'auto a guida autonoma.

Ma chi conosce questi territori sa che per la loro conformazione geografica presentano tratti molto insidiosi, con salite (e discese) ripide lungo le quali sbucano innumerevoli vicoli.

La domanda è: siamo sicuri che questi tipi di “circuiti” per la guida automatica garantiscano adeguata sicurezza ai cittadini o non rappresenti invece un rischio per l’incolumità degli utenti delle strade soprattutto se si si tratta di anziani?

In base a quali criteri si è deciso di andare a sperimentare la guida senza pilota proprio in questi comuni?

Fatta eccezione per Cina e Stati Uniti, nel resto del mondo le auto a guida autonoma sono vietate, anche in via sperimentale, e possono circolare solo in circuiti o piste prova chiuse al traffico. Oppure in tratti di strada specifici e con alcuni regole (comunicazione inizio e fine test, tratti interessati, orari di guida, ecc.)

Il via libera alla sperimentazione in Italia è arrivato lo scorso anno. E già dopo qualche mese il Cocadons aveva parlato di sperimentazione “folle” contro la quale l'associazione dei consumatori è pronta a ricorrere al Tar.

Il primo test in centro a Torino del resto ha fatto registrare subito un incidente. Un’auto connessa e controllata da un pilota che, dentro Palazzo Madama, era alla guida della vettura davanti a un grande monitor, ed è finita per impattare su un lampione.

Il Codacons ricorda poi cosa è avvenuto pochi mesi fa quando una donna è stata investita e uccisa da un’auto senza conducente in Arizona, o come il caso del 2016 in Florida quando il computer di bordo di una autovettura durante la guida autonoma ha scambiato un camion bianco per delle nuvole portando la vettura a schiantarsi e provocando la morte del passeggero.

Va detto anche però che il progresso non si può fernare né impedire con battaglie legali. In poco tempo questo tipo di tecnologia ha subito una vera e propria accelerazione. Nel mondo delle driveless car sono arrivate microvetture senza sedili (non potranno mai avere un pilota a bordo ma fanno solo commissioni), modelli senza volante o pedali, e poi ancora Taxi e perfino fruttivendoli che chiami con l'App e arrivano sotto casa.

Resta però il dubbio sulla necessità di fare i test drive in piccoli comuni come quelli dell'Alta Irpinia e sarebbe opportuno che si informasse la cittadinanza su eventuali rischi e sui comportamenti da adottare quando si partirà con la sperimentazione.