“Mentre oggi si festeggia San Valentino e i ragazzini si scambiano dolcezze, baci e cioccolatini solo ieri abbiamo celebrato il funerale di Dario, stroncato da una gravissima neoplasia a soli 17 anni».

Il prete simbolo nella lotta contro l'inquinamento in Campania, Don Maurizio Patriciello, solo ieri ha officiato la messa di addio a Caivano a Dario, 17 anni. Un ragazzo come tanti che amava vivere e giocare a pallone.

Era diventato famoso Dario per essersi, a settembre dello scorso anno, svegliato dal coma in una delle fasi più difficili della sua battaglia contro la malattia, e aver chiesto di poter assistere alla partita Napoli-Juve in una clinica in provincia di Avellino. Solo tre giorni fa Dario si è spento al Moscati del capoluogo irpino, dove era ricoverato per l’ennesimo momento difficile nella sua sua guerra. Purtroppo il suo cuore si è fermato per sempre, dopo mesi di sofferenze e cure, speranze e disperazione.

Ieri a Caivano a celebrare la messa dell’ultimo saluto al giovanissimo di Castel Volturno è stato don Patriciello. “Sua madre era una ragazza del Parco Verde, della mia parrocchia - racconta don Maurizio -. Poi era andata via, appena si era sposata. Per questo Dario è nato a Castel Volturno.

«No, io non mi rassegno a vedere bare bianche ai piedi del mio altare - commenta amato il parroco di frontiera in quella terra sempre più matrigna -. No, non è accettabile pensare che in queste terre, nella nostra terra ci sono giovanissimi innamorati che fanno figli, per popi vederli morire. Assurdo, dalle culle alle bare, in pochi anni, addirittura mesi in alcuni casi ancor più tragici».

Don Maurizio commenta gli ultimi dati del registro tumori infantili: «La vera notizia è che la nostra zona, a vocazione agricola, è passata dal 1993, dove si registrava un 23% in meno di tumori infantili rispetto alla media nazionale, ad ora in cui siamo allineati al resto d'Italia. E' proprio questo il dramma». I dati, secondo Patriciello, bisogna saperli leggere. «La verità è che l'incidenza dei tumori tra i bambini campani in vent'anni è cresciuta il doppio rispetto alla già drammatica crescita in Italia che colloca il nostro Paese tra i primi al mondo per questo tipo di patologie.

L’amarezza cresce nelle ore che scorrono tra la scoperta choc a San Nicola La Strada di dodici pozzi contaminati, mentre a Casoria si innalza l’ennesima nube tossica per un rogo che sta distruggendo dei capannoni industriali.

Il rogo sta distruggendo un capannone industriale di infissi e sono molti i cittadini rimasti intossicati dall’intenso fumo sprigionato dalle fiamme. La colonna nera, partita dai capannoni industriali, è visibile da chilometri di distanza.

«Tutto succede sempre in questo perimetro che sembra essere maledetto e senza speranza - spiega -. Da accertare restano le cause del rogo. Ma quello che possiamo dire con certezza è che in pochi mesi sono bruciati una decina di siti di stoccaggio dei rifiuti . dunque roghi che si aggiungono a roghi, inquinamento che si somma ad altro inquinamento. Ripeto, solo ieri ho celebrato il funerale di Dario e le due cose vanno di pari passo.

Dice chi ci governa che ci ammaliamo come nelle altre Regioni, ma moriamo di più perché la Sanità non funziona.

Eppure la promozione della cultura della cura e prevenzione sembra funzionare. Ma, ahimè, la verità è che quando andiamo a prenotare una visita, un esame le liste di attesa durano mesi. E poi ci sono pazienti sulle barelle. Insomma, in Campania la sanità non assiste chi ne ha bisogno. Un fatto gravissimo. Solo ieri ho visto una madre, un padre, piangere disperati sulla bara bianca del proprio figlio. Pochi giorni prima ho celebrato il funerale di Luciano e prima ancora Antonio. Questi sono i piccoli angeli della Terra dei Fuochi. Sono anime innocenti strappate così presto e dolorosamente alla vita».