Napoli

Circa trenta ordinanze sono state eseguite all'alba a Napoli dai carabinieri del comando provinciale partenopeo.

Si tratta di persone presunte affiliate al clan camorristico dei Sequino, attivo nel rione Sanità che si contende il predominio sugli affari illeciti in contrapposizione a quello dei Vastarella facendo ricorso anche alle "stese" come intimidazioni.

Gli indagati sono stati raggiunti da due ordinanze emesse dal gip di Napoli su richiesta della Dda. Sono accusati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, porto abusivo di armi e spaccio di stupefacenti. Indagini legate al tentato omicidio ai danni di Sequino Giovanni, avvenuto a Napoli il 22 ottobre 2016.

3 agosto 2016, Salvatore Esposito, era il capozona della popolare area di Napoli nota come il Cavone, e Ciro Marfe', suo cugino e uomo dei Sequino, furono uccisi in vico Nocelle. Un agguato nel quale rimase ferito anche un altro affiliato alla cosca del rione Sanita'. Esposito e Marfe' furono uccisi perche' chi doveva fare da paciere e garantire l'incolumita' di tutti aveva tradito. Questo e' quanto hanno ipotizzato gli investigatori che hanno ricostruito le numerose conversazioni tra Nicola Sequino e suo figlio Gianni e tra Salvatore e la moglie Sonia esposito, allegate alla misura cautelare emessa dal gip Emilia Di Palma. "Vastarella teneva l'impegno - dice Nicola, riferendosi a Patrizio Vastarella, anche lui destinatario del provvedimento restrittivo ma gia' in carcere - si', la responsabilita' che non doveva succedere nulla". A questo affronto, i Sequino risposero uccidendo Vittorio Vastarella il 2 settembre del 2016. "Il piano era stato fatto, prendiamo questo bicchiere e poi dopo me la vedo io, invece ha preso due bicchieri e adesso deve vedere come fare", dice Gianni riferendosi all'omicidio di Esposito, che era finito nel mirino in quando creava problemi nel rione, e Marfe' "che invece e' andato a finire in mezzo", come sosteneva Nicola.

Uno degli arrestati, già latitante, perché destinatario di un provvedimento l'estate scorsa, è stato catturato in un appartamento di Guidonia, in provincia di Roma, dopo avere tentato una rocambolesca fuga sui tetti di alcune abitazioni. Indagini ancora in corso.