Situata nel centro storico di Napoli, la Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico mondiale. Una “dimora filosofale” nel cuore di una città esoterica, una sorta di tempio iniziatico in cui il suo ideatore, il principe Raimondo di Sangro, riuscì a trasfondere la sua geniale e poliedrica personalità. “E’ il suo testamento in pagine di pietra - spiega l’autrice del testo Madre di Pietà, Beatrice Cecaro - Raimondo di Sangro era un genio. Un esperto di più discipline, uomo illuminato e innamorato della conoscenza. Sansevero non ha mai creato alcuna mostruosità delle tante che ingiustamente gli si additano, né ha mai voluto essere un personaggio malvagio, Nulla di tutto questo.
Sansevero è solo stato uno studioso dal grande intelletto, dalla caparbia sete di conoscenza e dall’immensa curiosità, più che un massone". Una puntata speciale quella andata in onda ieri sul Canale 696 Ottochannel, de L'Altra Campania il format dedicato a arte, cultura, tradizioni e turismo dedicata proprio alla bellezza eterna di un monumento unico di arte barocca.
Raimondo Di Sangro principe di Sansevero, intramontabile leggenda in terra partenopea ha voluto lui stesso alimentare quel sentimento di meraviglia che, ancora oggi secoli dopo, si vive nel visitare la sua cappella monumento. La Cappella Sansevero e i suoi tesori sono il museo più visitato di Napoli, i dati parlano chiaro: con i suoi quasi 700mila turisti, supera il Mann.
Con 665.774 visitatori paganti, il Museo Cappella Sansevero, che custodisce il celebre 'Cristo velato', consolida il suo trend di crescita (oltre il 18% rispetto al 2017, 178% in cinque anni). I dati 2018 sono stati diffusi dal museo, che si conferma il più visitato della città di Napoli (con quasi 700mila presenze). "I dati registrati nell'ultimo anno - dice Fabrizio Masucci, direttore del Museo Cappella Sansevero - sono da considerarsi tanto più straordinari pensando alle dimensioni contenute dello spazio espositivo e dell'area di attesa all'esterno. A fronte di questi numeri e delle condizioni logistiche non ideali, è da sottolineare anche il gradimento espresso dagli utenti: su Tripadvisor il Museo è stabilmente primo tra i quasi 600 'siti di interesse' segnalati sul portale".La Cappella Sansevero, a gestione privata, nel 2017 è stato inserito dal 'Financial Times' nella classifica delle 1000 imprese europee con il maggior tasso di crescita di fatturato (in posizione 881, unica società museale).
Un luogo in cui splendore e mistero, simbologia massonica ed esoterica, creatività artistica e orgoglio dinastico, si mescolano creando un’atmosfera unica, fuori dal tempo e dallo spazio. Collocato al centro della navata della Cappella Sansevero, il Cristo velato è una delle sculture più belle e suggestive al mondo e il suo splendore è difficile da tradurre in parole.
Inizialmente l’opera doveva essere realizzata da Antonio Corradini che però morì nel 1752 dopo aver eseguito solo una bozza in terracotta del Cristo, oggi conservata al Museo di San Martino.
Fu così che Raimondo di Sangro chiese a Giuseppe Sanmartino, un giovane artista napoletano, di realizzare “una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua”.
Il principe Raimondo Di Sangro riuscì nel suo intento quello di diventare immortale grazie a questa cappella, testamento in pietra ai posteri dell’amore per la conoscenza. Il Cristo Velato da sempre affascina viaggiatori, turisti e studiosi che si interrogano sui segreti relativi alla composizione del velo, ritenuta opera di un processo alchemico di “marmorizzazione” compiuto da Raimondo di Sangro principe di Sansevero.
La trasparenza del sudario, invece, è in realtà un'opera realizzata interamente in marmo da Giuseppe Sanmartino.
Il Principe di Sansevero giocò molto sulla legenda del velo, in quanto il suo intento era quello di meravigliare gli osservatori facendo credere che la sua realizzazione fosse opera di un'arte misteriosa, liquida.
Guardare il Cristo, quel Velo che sembra fatto di tessuto rappresenta una delle esperienza maggiormente mistiche da fare a Napoli.
“Sembra un gioiello perduto nella città - racconta una turista all’ingresso -“.A sbalordire turisti di tutto il mondo è l’esperienza stessa che si vive nel visitare questa cappello che, rispetto a un qualsiasi altro affastellamento barocco di arte, non si limita a regalare un piacere estetico, ma fa leva su un secondo e più intenso livello di emozione: che è proprio la meraviglia. E così guardi sculture che a prima vista sembrano “impossibili”, troppo elaborate e realistiche per essere figlie d’un semplice scalpello, in cui la grazia delle forme si sposa con un’abilità tecnica difficile anche solo da concepire.
I sotterranei del palazzo, custodiscono gli scheletri di un uomo e di una donna dotati di un sistema cardiovascolare in perfetto stato di conservazione. La minuzia, la dovizia di particolari, coi quali arterie, vene e capillari sono riproposti è davvero impressionante, al punto tale da lasciarci dubitare in merito alla loro natura.
Così come scrive il noto filosofo Benedetto Croce: «Per lieve fallo, fece uccidere due dei suoi servi, un uomo e una donna, e imbalsamarne stranamente i corpi in modo che mostrassero nel loro interno tutti i visceri, le arterie e le vene, e li serbò in un armadio». Che si creda pure all’una o all’altra versione, perchè questa come tante altre vicende legate a Raimondo de Sangro, sono destinate a restare leggenda, ad aumentare comunque l’aurea di fama di questo principe illuminato.
Verità e leggenda sembrano intrecciarsi in questo racconto e c’è ancora chi ama ricordare incredibili apparizioni. Racconti che ancora contaminano la figura dell’eminente scienziato. Il 30 gennaio del 2010, in occasione del tricentenario della nascita di Raimondo Di Sangro, il Comune di Napoli ha posto sulla facciata un’epigrafe in ricordo dello scienziato: «In questo palazzo visse, operò, morì Raimondo De Sangro VII Principe di San Severo (1710-1771), letterato, mecenate, inventore nella Napoli dei primi lumi, ingegno straordinario, celebre indagatore dei più reconditi misteri della natura».