Si fa appello al Governo per il futuro della Novolegno. Questa mattina i 117 operai hanno manifestato davanti la Prefettura di Avellino per consegnare un documento al prefetto Maria Tirone. Dal tavolo di confronto cui hanno partecipato le sigle sindacali e le Rsu è emersa la volontà da parte del prefetto di intercedere con il Governo ed eventualmente con la proprietà. E, dunque, la vertenza potrebbe trasferirsi al Ministero dello Sviluppo Economico. In questo senso si sono già attivati il prefetto Maria Tirone e la Regione.
«La Fantoni deve spiegarci i motivi di questa sua scelta - dicono i sindacati - non è possibile ricevere una comunicazione del genere che mette spalle al muro operai e di conseguenza famiglie».
A sostenere gli operai questa mattina anche il consigliere regionale Francesco Todisco «E’ necessario che Fantoni venga dirci quali sono i motivi di questa scelta, perché non c’è stato alcun confronto con i lavoratori e nemmeno con i sindacati.
Poi faremo un’altra valutazione per capire quanto le zone economicamente speciali incidono sul nostro territorio».
Anche il presidente della Provincia Domenico Biancardi è intervenuto e ha detto che non bisogna creare allarmismi rispetto all’incidenza che la fabbrica possa avere sull’ambiente. «Aspettiamo i risultati dell’Arpac - ha detto - forse l’allarmismo che è stato creato qui in Irpinia ha scoraggiato la Fantoni - quindi se è questo il problema, penso che Novolegno possa continuare a lavorare».
«C’è bisogno di interventi mirati per sostenere aree industriali che hanno già una loro storia», lo ha detto l’assessore alle Attività Produttive Antonio Marchiello, nella sede dell’Asi per un confronto sulle aree Zes, che si è soffermato anche sulla vertenza Novolegno.
«Lo stabilimento rientra nel perimetro Zes, ma in questa fase ho bisogno di confrontarmi con la proprietà per avere contezza delle reali intenzioni di investimento in questo territorio. E’ difficile sbilanciarsi in valutazioni più approfondite prima di aver preso visione del piano industriale. Conto di chiedere la convocazione di un tavolo a livello ministeriale».