Benevento

Il fatto non costituisce reato. E' la formula con la quale il gup Gelsomina Palmieri ha assolto dalle accuse di peculato ed abuso d'ufficio, con rito abbreviato, il segretario generale della Camera di commercio di Benevento Vincenzo Coppola (avvocati Sergio Rando e Giacomo Papa) - sospeso dalle funzioni, a marzo 2017, con un provvedimento della giunta - e Aldo Ianniello (avvocato Nazzareno Fiorenza), responsabile del settore Ragioneria, due delle quattro persone – la posizione delle altre è stata archiviata – tirate in ballo in un'indagine della Squadra mobile.

Pochi minuti fa la lettura del dispositivo, al termine della quale Ianniello è scoppiato in lacrime. Nella precedente udienza il pm Assunta Tillo aveva proposto la condanna a 2 anni e 8 mesi dei due imputati, per la cui dichiarazione di responsabilità si erano espressi anche gli avvocati Giuseppe Stellato e Antonio Barbieri, per la Camera di Commercio e la Confesercenti, parti civili, che avevano chiesto il risarcimento dei danni ed una provvisionale.

Come ripetutamente ricordato, l'inchiesta era centrata sulle somme del fondo accessorio; su meno di 200mila euro che Coppola, anche dirigente dell'area anagrafe economica e di quelle economico-finanziaria e trasparenza, prevenzione ed anticorruzione, avrebbe percepito indebitamente dal 2011 al 2015. Un incasso che Coppola ha sempre ritenuto legittimo perchè operato dopo il via libera dei competenti organismi della Camera di Commercio.

Di diverso parere gli inquirenti, nel mirino dei quali era finito anche il ruolo che avrebbero assunto tre funzionari, nell'espletamento del loro lavoro, in relazione alle varie tappe dell'iter di cui avrebbe beneficiato Coppola.

Quattro, inizialmente, gli indagati, per i quali era stata chiesta una misura cautelare; la custodia in carcere (e il sequestro dei beni) per Coppola e Ianniello, gli arresti domiciliari per due funzionarie per le quali era scattata, successivamente, l'archiviazione. Nel novembre del 2016 il gip Loredana Camerlengo aveva detto no a qualsiasi provvedimento restrittivo, e altrettanto aveva fatto il Riesame, al quale il Pm si era rivolto. Oggi la sentenza: assoluzione.