Quando l'ho visto, armato di ramazza, pulire la strada dopo tanto tempo, l'ho ringraziato a distanza. Meno male, hanno capito che esistiamo anche noi, ho detto a me stesso cercando di recuperare dagli anfratti della memoria l'epoca dell'ultima apparizione. Avvolto nella sua divisa, l'operatore dell'Asia ha concentrato l'immondizia in più mucchietti alla base del marciapiedi, dove qualcuno avrebbe poi dovuto raccoglierla, è salito a bordo di un mezzo ed è andato via.
Inutile che dica quale fine abbia fatto la monnezza appena si è alzato il vento. Ha iniziato a volare come non mai, a disseminarsi nell'aere con traiettorie 'magiche' che hanno vanificato il lavoro fatto... a metà. Potenza del vento che tutto porta via, di un fenomeno meteorologico coerente con la stagione che stiamo vivendo. Quella in cui tutto viene spazzato in un istante, come se non fosse mai esistito. Come se le parole di un minuto prima non le avessimo mai pronunciate. Parole in libertà, ascoltate in tv o vergate in rete o su fogli di carta, alle quali, purtroppo, non riconosciamo più un significato.
Le parole hanno un senso, non possono essere abusate. Se dalla mattina alla sera evochi, ossessivamente, il richiamo al popolo – nel cui nome sono state compiute nefandezze di ogni genere- , non puoi, poi, mostrarti sorpreso rispetto alle reazioni, spesso incontrollate, della massa. Alla quale è stata propinata la favoletta della fine delle ideologie, dell'assenza di qualsiasi differenza tra sinistra e destra, tra una posizione ed il suo opposto, imbonendola sulla possibilità di aggirare ogni forma di intermediazione, rivolgendosi 'direttamente' ai centri decisionali. Senza alcuna mediazione, tantomeno culturale, nella convinzione che ciascuno possa dire la propria su ogni argomento, affermando, apoditticamente, la sua verità.
Non è così, ovviamente, ma tanto è bastato per alimentare una tendenza sempre più in voga: non concentrarsi sul proprio lavoro, provando a farlo il meglio possibile, ma sostituendosi a chi ne fa altri, anche senza un briciolo di competenza.
Tutti economisti, giuristi, medici, avvocati, giornalisti; tutti capaci di prescrivere la cura corretta agli altri, senza pensarne mai una per se stessi, tutti 'autorizzati' dalla propaganda farlocca a 'sparare' giudizi sul prossimo che non capisce l'aria che tira. Tanto, si sa, le parole volano. Come l'immondizia dalle parti di casa mia che volteggia in piena libertà.
(foto tratta dal web)