Salerno

Si allarga a macchia d’olio l’inchiesta relativa allo scandalo delle presunte mazzette, versate dai malati in attesa di un’operazione chirurgica all’ospedale Ruggi d’Aragona di Salerno. L’inchiesta che è scoppiata dopo la denuncia dei familiari di una donna, operata nel nosocomio salernitano e poi deceduta dopo l’intervento, che hanno dichiarato come sia stata pagata una tangente di 3 mila euro per by passare le liste d’attesa.

I carabinieri hanno effettuato un blitz all’interno del reparto di Neurochirurgia e hanno sequestrato diversi faldoni, oltre alle liste d’attesa per le operazioni. Sembra essere proprio questo il reparto finito sotto la lente d’ingrandimento, dopo la denuncia effettuata dai familiari della donna, con il primario Luciano Brigante che sembrava essere il “Deus ex machina” di tutta la vicenda.

Nelle ultime ore, invece, sembra che la lista dei medici coinvolti in questa brutta vicenda sia salito addirittura a quattro, con i versamenti di denaro che arrivavano fino a 10 mila euro per un intervento chirurgico. Il sostituto procuratore Carmine Olivieri, magistrato della prima sezione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno, a cui è stata affidata l’indagine, ha già fatto partire quattro avvisi di garanzia per altrettanti medici, accusati di concussione.

E’ partita anche un’inchiesta interna da parte dei vertici dell’azienda ospedaliera San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona, sul reparto di Neurochirurgia, già oggetto di verifiche dei carabinieri. Una commissione è stata incaricata di verificare l’intero sistema di gestione delle liste d’attesa. Saranno verificati i tempi di attesa per i pazienti prima di subire un’operazione, il flusso stesso dei pazienti che chiedono un’operazione, ma anche tutte le procedure adottare per capire se vi è oppure no una certa trasparenza.

 

Massimiliano Grimaldi