Il Sannio e l'Irpinia nella loro prospettiva migliore ma anche attraverso le loro contraddizioni. La nona tappa del Giro d'Italia 2015, al di là dell'aspetto sportivo, ha acceso i riflettori sulle zone interne della Campania.
"Giro Mattina" in onda su Rai Sport 1, condotta da Tommaso Mecarozzi (con la partecipazione di Marino Bartoletti e Gigi Sgarbozza) ha dato voce alle eccellenze del Sannio.
In chiusura di programma, per approfondire il rapporto con il territorio, il presidente della Camera di Commercio, Antonio Campese, ha presentato le voci del Sannio.
Al giornalista Luciano Pignataro il compito di esaltare i gusti e i sapori delle terre del Sannio letti dalla ricetta dello chef Angelo D’Amico.
Il liquore Strega e il rapporto che con questo hanno i beneventani secondi la verve creativa della giovane scrittrice Isabella Pedicini, nel suo recentissimo libro Ricette umorali Il bis (Fazi Editore).
Le meraviglie artistiche di Elvio Sagnella che ha mostrato in diretta televisiva la grande bellezza delle ceramiche sannite.
Non solo sport ma territori, sudore e traguardi, storia e identità nel racconto suggestivo di Melania Petriello, giornalista e scrittrice. E ancora Enrico Minicozzi a raccontare un Sannio che è anche terra di liutai, anticamente polo di fabbricatori di corde.
Solo un saluto per il sindaco Fausto Pepe e poi il rap, dedicato al giro di Fabio Fallarino, in arte Shark Emcee.
Penetra più a fondo la vita dei territori, le storie del Sud, invece, il programma nel programma. É "Viaggio nell'Italia del Giro", tappa culturale prodotta da Rai Storia, firmata e condotta da Edoardo Camurri.
Dall'antica Maleventum alle varie epoche il conduttore sceglie, per riassumere la città, il magnifico Hortus di Mimmo Paladino ma anche l'eterna incompiuta di Piazza Duomo.
Dalle opere della trans avanguardia allo studio del suo autore. É Paladino a raccontare Benevento. "Il punto - spiega l'artista- é capire come questa città non riesce a fare i conti né con il suo passato né con il suo futuro".
Riflettori puntati sull'Hortus, sul suo senso di spazio senza tempo, né luogo.
La tappa successiva é nel museo Strega Alberti, affascinati dalle spezie e pronti ad essere stregati dalle parole del Premio letterario che porta il nome della famosa azienda sannita.
Ancora una voce per raccontare Irpinia e Sannio. Quella dello scrittore e paesologo Franco Arminio. Da Montefusco ad Apice vecchia, con il necessario ricordo al terremoto dell'80.
Si chiude con le parole da "Lunario dell'orfano sannita" di Giorgio Manganelli.
Mariateresa De Lucia