Benevento

C'è stato il tempo di commentare quanto accaduto a Foggia: gli incidenti tra tifosi, il dito medio di Iemmello (leggi qui), il pareggio, i falli e tanta altra carne a cuocere. La lettera scritta dal presidente Fares, ricchissima di imprecisioni, ha il solo scopo di alimentare una diatriba che ormai lascia il tempo che trova. Parlare del rigore è imbarazzante, in quanto si vede chiaramente che Caldirola (a proposito, da Foggia qualche stupido gli ha augurato la morte) ha toccato il pallone. L'espulsione di Gerbo c'è, forse il massimo dirigente rossonero dovrebbe prendersela con il suo calciatore per aver provato a scalciare gratuitamente un giallorosso da terra. Il fallo di mano di Costa? Di solito non viene mai fischiato un simile provvedimento, in quanto la posizione era ravvicinatissima e per non toccare la sfera doveva praticamente tagliarsi il braccio. Gli scontri tra i tifosi? Da censurare entrambe le fazioni, ma a iniziare non sono stati di certo i beneventani come affermato da Fares e dal confuso telecronista di Dazn. Anche i soliti echi fastidiosi e ricchi di pregiudizio da Salerno, in cui si parla di Beneventus (magari!) non fanno più effetto. Adesso basta. 

Domani c'è una gara importantissima e Benevento (intesa come piazza, perché la squadra è concentratissima) deve pensare solo ed esclusivamente a questa partita. Un possibile successo sarebbe fondamentale per la classifica, considerato anche che ci sono degli interessanti scontri diretti che permetterebbero ai ragazzi di Bucchi di fare un bel passo in avanti. Serve un fortino, al di là dell'orario scomodo, per spingere la Strega al successo. Qui si lotta per la serie A e forse in altre piazze, con obiettivi più modesti, preferiscono sprecare il proprio tempo attraverso delle polemiche che lasciano il tempo che trovano. 

Appuntamento a domani, ore 18, stadio Vigorito. C'è una finale da vincere.