Avellino

“Può succedere di tutto perché gli operai sono arrabbiatissimi e perché ci sono persone legate a questa azienda che hanno dato tutto.” Parla Antonio Di Capua, segretario della Fillea CGIL sulla vertenza Novolegno la cui chiusura rappresenterebbe una tragedia occupazionale per tutta l'Irpinia che non ci possiamo assolutamente permettere. È il coro unanime dei sindacati,  schierati compatti in questa vertenza nel difendere 117 posti di lavoro “Noi riteniamo - sostiene Mario Melchionna, segretario della CISL - ci siano le condizioni per poter aprire un confronto su questa vertenza. Molto dipende da quello che farà il Governo, quali azioni metterà in campo per convincere l'imprenditore a cambiare idea sulla chiusura. Eventualmente siamo aperti anche ad avere un confronto leale su una riconversione – aggiunge Melchionna- “Riteniamo che i parlamentari nazionali regionali e territoriali tutti se ne debbano fare carico perché effettivamente non possiamo consentire a questa provincia di allungare ancora di più i disoccupati; già siamo a quasi 90 mila” - gli fa eco Carmine Piemonte della Feneal UIL. Intanto l'appello al ministro Di Maio nella speranza che arrivi presto una convocazione al MiSe. “Lui proviene da queste zone - conclude Giovanni Lo Russo della FILCA CISL - sa benissimo cosa significa perdere uno stabilimento con 117 lavoratori. Quindi insieme a noi deve fare in modo che il gruppo Fantoni resti a lavorare sul territorio"