Benevento

Il Tribunale di Benevento ha condannato Poste Italiane S.p.A. a corrispondere ad una pensionata gli importi così come previsti dal buono fruttifero postale, con tutti gli interessi e secondo le condizioni riportate sul retro dello stesso buono. A darne notizia sono gli avvocati Pio e Fioravante Orlando, difensori della donna, che il 18 giugno 1999 aveva sottoscritto un buono fruttifero postale serie AE di importo di lire 5.000.000, che sul retro riportava la dicitura: “Buono P.F. Serie AE l'importo raddoppia dopo 8 anni e triplica dopo 12 anni al lordo delle ritenute erariali.”

C. M., di Benevento, trascorsi 13 anni, si era recato nell'ufficio postale per riscuotere il buono e secondo le condizioni e con tutti gli interessi previsti. Il direttore dell'ufficio postale si era però rifiutato di corrispondere l'importo così come previsto dal buono stesso, atteso che nel tempo era subentrato un D.M del Ministero del Tesoro che aveva dimezzato gli interessi previsti dal buono stesso e modificato la serie AE del Buono Fruttifero Postale in serie CB. Ecco perchè la pensionata aveva deciso si rivolgersi alla magistratura, che ha accolto interamente la domanda.

La pronuncia, spiegano gli avvocati Orlando, “trova fondamento nel fatto che nel buono fruttifero postale della signora C.M. non vi era alcuna indicazione né sul fronte né sul retro della conversione nella serie CB e quindi contestualmente anche della variazione del tasso di interesse, onde per cui il giudice accoglieva la domanda riconoscendo alla pensionata gli importi previsti dal buono fruttifero postale, sottoscritto nell'anno 1999, con tutti gli interessi previsti dallo stesso. L'accordo negoziale raggiunto tra la pensionata e la società Poste Italiane S.p.A., prevale nel caso di specie al successivo D.M. che dimezzava gli interessi previsti dal buono stesso”.