Benevento

Otto anni  - quelli che aveva chiesto il pm Marilia Capitanio-, oltre al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede, ed una provvisionale di 30mila euro in favore della parte civile. E' la condanna decisa questo pomeriggio dal Tribunale di Benevento (presidente Fallarino, a latere Rotili e Telaro) per Francesco Vonella (avvocato Vincenzo Sguera), il 32enne di Montefalcone Valfortore che poco più di un anno fa era stato arrestato dalla Squadra mobile per sequestro di persona, violenza sessuale, lesioni personali e maltrattamenti ai danni della fidanzata.

Secondo gli inquirenti, la malcapitata sarebbe stata ripetutamente malmenata, costretta a subire le sue 'attenzioni' e a restare nell'abitazione di Vonella a Montefalcone, dove lei non risiede, per evitare che qualcuno potesse notare le conseguenze causate dalle botte. Comportamenti che, a detta della Procura, sarebbero stati scatenati da motivi di gelosia. La conseguenza? Uno stato di soggezione psicologica nella quale la donna – parte civile con l'avvocato Roberta Succi - sarebbe stata ridotta.

Colpito da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere formata dal gip Maria Ilaria Romano, Vonella aveva respinto ogni addebito durante l'interrogatorio di garanzia, pur ammettendo di aver litigato con lei in più occasioni, ma senza picchiarla. L'allora 31enne aveva sostenuto di non aver mai costretto la giovane, alla quale era stato legato fino a dicembre 2017, a subire atti sessuali, né di averla sequestrata, ed aveva richiamato l'attenzione su un particolare: l'appartamento nel quale lui vive con i suoi familiari sorge nel centro del paese e si affaccia su una strada trafficata. Insomma, questa la sua tesi, come avrebbe potuto tenere bloccata in quella casa la ragazza, in presenza dei suoi congiunti e senza che nessuno, dall'esterno, si accorgesse di qualcosa? Ed aveva aggiunto che nella camera in cui lei sarebbe stata obbligata a restare dopo averle tolto il cellulare, c'è un telefono fisso dal quale avrebbe potuto chiedere aiuto.