Per qualche settimana sembrava fosse sparito. «…Magari - avevano pensato gli abitanti del quartiere - ha trovato un rifugio più confortevole altrove…» del giaciglio ricavato nella rientranza di una uscita d’emergenza del palazzo di via Pescatori. «Oppure ha visto iniziare i lavori di riqualificazione e ha preferito cambiare aria...». Invece, la scorsa notte, ha fatto nuovamente capolino l’allestimento della branda di fortuna che ne contraddistingue la sua presenza discreta. L’homeless di Contrada Baccanico ha fatto nuovamente capolino, o meglio è tornato a dormire dove era stato fino ad un paio di settimane fa.
Come sempre una presenza per nulla invasiva la sua, anzi quasi del tutto eterea, schiva. Se non fosse per la vecchia trapunta, un sacco nero che spunta proprio da lì sotto e qualche cartone - forse utilizzato a mo’ di cuscino - solo in pochissimi, quelli che lo hanno incrociato la mattina all’alba, avrebbero la consapevolezza della sua permanenza in quel posto. Lui, infatti, continua a non farsi vedere.
Va a dormire tardissimo, quando sa di non essere visto da nessuno. E alle prime luci del mattino già “toglie il disturbo”, sempre per non incontrare gente. Come se per qualche motivo provasse vergogna della sua situazione. Chi passa regolarmente per quella strada sa che lui è stato lì solo perché nota qualcosa di diverso in quella piccola rientranza. La coperta spiegazzata, una bottiglia d’acqua che prima non c’era o qualche busta, probabilmente contenente qualche indumento, appesa alla maniglia.
Ieri ce n’erano due di buste bianche appese ma del senzatetto di Contrada Baccanico neanche l’ombra. Se è stato il destino a relegarlo ad una condizione di estrema povertà nessuno lo sa. Ma una cosa è certa, comunque sia andata sarebbe giusto che a dargli una mano e ad occuparsi di lui siano i Servizi sociali e la Caritas.
Alessandro Calabrese