di Franco Santo
Livorno e Spezia sono prossimi avversari della Strega. Sono anche società protagoniste di un contenzioso che può essere solo l'inizio di una nuova lunga battaglia legale in serie B. I labronici la settimana scorsa hanno perso di brutto al Picco di La Spezia: 3 a 0, senza attenuanti. Ma, al di là delle tante schermaglie sul campo e sugli spalti, la sfida ora continua nelle aule dei tribunali: sarà confronto tra due principi del foro in tema di giustizia sportiva, Grassani vs Chiacchio, il bolognese a perorare la causa dei labronici, il napoletano a difesa degli spezzini. Motivo del contendere la presenza in campo nelle file dello Spezia di David Okereke, talento nigeriano di 21 anni. Il Livorno, evidentemente, vuole cautelarsi e magari precorrere i tempi della Giustizia Sportiva, notoriamente di cadenza biblica. Già, perchè, è storia di una ventina di giorni fa, sul presidente dello Spezia incombe un'indagine della Squadra Mobile, che asserisce che in seno alla società ligure siano avvenuti tesseramenti fittizi di baby calciatori provenienti della Nigeria. Per farla breve gli investigatori parlano tout court di “violazione delle disposizioni in materia di immigrazione clandestina”. Ecco ciò che presumibilmente sarebbe accaduto nella società ligure: i minori selezionati al Football College di Abuja, un'accademia calcio fondata nel 2012 proprio dal patròn dello Spezia, Volpi, ottenevano in seguito dall'ambasciata in Nigeria il permesso di venire in Italia a partecipare ad alcuni tornei. Dopo la competizione però venivano fatti risultare come minori non accompagnati e prima della scadenza del visto temporaneo venivano affidati a persone legate indirettamente allo Spezia con la nomina di tutori. Tra i ragazzi sbarcati in Italia, Sadiq (oggi al Perugia) e Nura, venduti entrambi alla Roma per 5 milioni di euro, mettendo in cassaforte una plusvalenza corposa.
Al di là della valenza dei due legali, sembra difficile che il giudice sportivo possa sovvertire il risultato del campo. Il tesseramento di Okereke in questo momento parrebbe regolare e solo una approfondita indagine, che faccia seguito a quella della Procura di La Spezia, potrebbe far cambiare idea. Si ha l'impressione che comunque si avvii, questa vicenda non possa finire in un battibaleno. Se ne parlerà ancora a lungo.