Salerno

La Camera ha approvato il disegno di legge sulla legittima difesa. Il provvedimento è passato con 373 voti favorevoli, 104 contrari e 2 astenuti. Al voto sono scoppiati gli applausi dei deputati di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega. Dal 26 marzo il provvedimento passerà al vaglio del Senato per la terza lettura.

L'avvocato Salernitano Valentina Restaino - sindacato nazionale forense Mga ha inviato e volentieri pubblichiamo un intervento su tale argomento

"Approvata alla Camera la legge di matrice leghista sulla legittima difesa. Per la verità, non senza
qualche dissenso nella compagine governativa: 25 deputati pentastellati si sono astenuti dal voto di
una legge destinata a far discutere dentro e fuori dalle aule di tribunale. Chissà, forse quei
venticinque astenuti sono giuristi: e quindi in grado di comprendere i pericoli delle modifiche degli
artt. 52 e seguenti del codice penale volute dalla propaganda salviniana.
Una buona notizia c’è. Salvini non ce l’ha fatta, con la legge in corso di approvazione, a
raggiungere quello che era il suo vero scopo: sottrarre al giudizio di un tribunale coloro che
avessero agito presumibilmente in stato di legittima difesa. Nemmeno la Lega ha potuto sostenere
fino in fondo un nonsense come quello con cui macchina comunicativa del vice premier padano
aveva blandito in campagna elettorale i fans della giustizia fai da te: l’idea che bastasse una
presunzione di legittima difesa ad impedire che l’agente fosse indagato e poi imputato in un
processo destinato ad accertare se la difesa sia stata effettivamente tale.
Chi agisce (ed eventualmente lede o uccide) per difendere sé o altri da un pericolo imminente sarà
dunque comunque sottoposto a processo. Ma le modifiche normative che di qui a poco verranno
introdotte nel codice penale destano comunque non poche preoccupazioni.
La difesa, per essere legittima, deve essere, secondo il codice ancora vigente, comunque
proporzionata all’offesa ricevuta. Per fare un esempio banale: non è legittimo reagire ad un
tentativo di furto uccidendo il ladro. La novella approvata ieri dalla Camera introduce invece una
presunzione di proporzione domiciliare: se un ladro, in casa mia, mi dà semplice spinta, potrò
tranquillamente sparargli e ucciderlo. Non scendo nel merito strettamente tecnico-giuridico dei
problemi di legittimità costituzionale che questa previsione potrà generare: osservo però come il
bene vita (cui le destre inneggiano per tentare di limitare la libertà delle donne di far ricorso
all’interruzione di gravidanza) sia posto in secondo piano senza indugio a fronte del bene sicurezza,
o, peggio, del bene proprietà.
Ma gli scempi della novella non si fermano qui.
Le modifiche previste al comma 4 dell’art. 52 c.p. realizzano l’idea di fondo dell’impianto
fortemente proprietario della legge leghista: chi entra con violenza o minaccia in casa mia, può –
per ciò solo - pagare con la vita, a prescindere dalle azioni che compia. Si chiamerà legittima difesa:
ma viene meno il requisito della necessità di difendersi: sarà legittimo, ad esempio, sparare
all’intruso in fuga.
E’ il trionfo dell’individualismo sovranista: a chi è proprietario viene conferita licenza di uccidere.
E se alcuni saluteranno questa legge, su cui ci sarebbe molto altro da obiettare - ma non mi pare
questa la sede - come una vittoria, essa in realtà rivela soltanto una prospettiva individualistica di
autodifesa senza limiti e senza proporzioni che invece nasconde una profonda sconfitta per lo Stato".