Cremona e Benevento, il torrone e tante altre belle cose. Nel passato i romani, i longobardi, la Chiesa, oggi il calcio e due presidenti che sembrano usciti dallo stesso libro dei sogni. Il cavalier Giovanni Arvedi e l'avvocato Oreste Vigorito, uno signore dell'acciaio, l'altro del vento, industriali ed editori (il cremonese è proprietario del quotidiano “La Provincia”), tutti e due spinti dall'amore per lo sport pulito. Hanno tante cose in comune Cremonese e Benevento, anche la lunga attesa in Lega Pro per sconfinare finalmente nei campionati che contano. Domenica si ritroveranno una di fronte all'altra, attratte da traguardi diversi, ma pervase dallo stesso spirito di vittoria.
STESSE AMBIZIONI. Erano partite pressochè con le stesse mire: dare l'assalto alla vetta e provare a fare il grande salto. Qui però le strade divergono: perchè se il Benevento, pur con qualche inevitabile scivolone, è lì a giocarsi la posta più ambita, i cremonesi si sono letteralmente incartati, e sono invischiati nella zona play out, mine vaganti di una lotta per non retrocedere che accomuna troppe squadre di buon livello. Perchè in questo campionato di serie B una cosa è voler cogliere un traguardo, un'altra è riuscirci. Riempire l'organico di ottimi giocatori per la categoria (Castagnetti, Terranova, Arini, Piccolo, Radunovic, Mogos) non ha fatto sì che la squadra decollasse: ne ha fatte le spese prima Mandorlini, poi il diesse Rinaudo, a cui è stato preferito Nereo Bonato. Il cambio del diesse il giorno in cui tutti si aspettavano che fosse defenestrato Rastelli. Un modo originale di correggere i problemi della squadra, in un momento tra l'altro in cui il mercato è chiuso.
CRISI CREMO. Tre sconfitte di fila, un punto nelle ultime cinque partite, senza segnare gol da ben 470 minuti. La crisi della Cremonese è certificata dai numeri. Dalla vittoria del 26 gennaio in casa col Palermo, la squadra di Rastelli sembra essere stata colpita da una macumba: dal gol di Migliore segnato al 70' della gara coi rosanero, le bocche da fuoco lombarde si sono letteralmente prosciugate e il crollo in classifica è stata la logica conseguenza. E' per questo che la posizione di Rastelli resta in bilico: se perde anche col Benevento sarà difficile conservare la panchina.
SETTIMANA DI RIPOSO. Questa settimana la squadra lombarda non ha giocato. Cosa troverà il Benevento? Rastelli ha recuperato Terranova ed è pensabile che rinforzerà la difesa con la sua presenza. Non avrà né l'ex attaccante dell'Inter Longo, né il giovane telentuoso Castrovilli, ancora infortunati. Tra i pali è sempre ballottaggio tra Agazzi e Ravaglia, visto che nessuno dei due ha regalato la continuità dell'infortunato Radunovic. Squadra più o meno a specchio per il Benevento: 5-3-2, con una vocazione forse maggiormente difensiva rispetto al 3-5-2 di Bucchi. A Salerno Rastelli ha lasciato in panchina Migliore, Castagnetti, Croce, Strefezza. Anche lui sarà chiamato a fare degli avvicendamenti. Sono i risultati a chiederlo.