Benevento

I precari dell'Università del Sannio chiedono, in vista dell'imminente scadenza di contratto (30 giugno) per 37 unità, un incontro per “delineare ufficialmente sia la posizione sia le azioni che gli organi dell'Ateneo intendono intraprendere per affrontare le imminenti scadenze contrattuali”. L'invito del personale precario arriva attraverso una lettera.

“Da oltre 4 anni l’Universita? del Sannio si avvale di personale con rapporto di lavoro a tempo determinato, assunto a seguito di ordinarie procedure di concorso pubblico ed a valere su risorse proprie dell’Ateneo, non incidenti sullo stanziamento statale (FFO), per assicurare il funzionamento dei servizi tecnico-amministrativi centrali e dipartimentali, di supporto alle attivita? di didattica, di ricerca e di servizio agli studenti e per soddisfare le esigenze organizzative notevolmente accresciute in conseguenza dei processi di riforma che hanno interessato il sistema universitario (legge 240/2010, Bilancio unico di Ateneo, introduzione della contabilita? economico- patrimoniale, etc.) e dell’implementazione degli adempimenti normativi in materia di lavori, servizi e forniture, trasparenza, anticorruzione.

Alla scadenza triennale del contratto di lavoro, con apposito accordo con le parti sociali, stipulato ai sensi dell’art. 5, comma 4bis del Decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, l’Ateneo ha disposto la proroga dei contratti medesimi al 30 giugno 2015, pur modificando il regime della prestazione lavorativa dall’originario full time alla prestazione part time, in ragione delle contingentate risorse disponibili, sempre esterne allo stanziamento statale.

Con l’approssimarsi della nuova scadenza dei rapporti di lavoro (30 giugno 2015), preoccupa l’assenza di iniziativa riguardo ad una questione che tiene insieme le esigenze ormai strutturali dell’Universita? del Sannio (costretta ad un turn over inesistente per effetto delle norme di blocco del reclutamento tecnico- amministrativo dell’ultimo decennio che penalizzano particolarmente gli Atenei di piccole dimensioni), il tema socialmente sensibile del lavoro e della dispersione delle competenze professionali che in tale arco di tempo si sono formate e strutturate nell’istituzione, con un indirizzo politico-legislativo dichiaratamente tendente al superamento della precarieta?, pur persistendo elementi normativi di innegabile contraddittorieta?.

Destano allarme, in particolare, le notizie fin qui acquisite riguardo all’attuazione dell’accordo del 14 marzo 2014, i dati contraddittori rispetto alla disponibilita? di risorse in ambito di bilancio, l’apparente inerzia nell’individuazione di nuove risorse, ed i contrastanti orientamenti recentemente acquisiti in proposito.

Tutto cio?, nonostante permangano con ogni evidenza le esigenze strutturali che hanno spinto l’Ateneo ad attivare tali forme di lavoro flessibile, delle quali si avvalgono tanto i Dipartimenti quanto le strutture dell’amministrazione centrale e mentre gli orientamenti normativi piu? recenti (vedasi allegata circolare n. 1/2015 del Ministro Madia, prontamente raccolti, ad esempio, dal CNR), in considerazione dei percorsi di mobilita? del personale delle Province, pospongono a tutto il 2018 la prorogabilita? dei contratti a termine e delle procedure di stabilizzazione del precariato della pubblica amministrazione di cui all’art. 4, commi 6 e 8 del decreto legge n. 101 del 2013.

Per quanto premesso – prosegue la nota dei precari - sollecitiamo le forze sociali dell’Universita? del Sannio a promuovere tutte le iniziative utili e necessarie, non esclusi percorsi di mobilitazione, alla riapertura del confronto con gli Organi di Governo dell’Ateneo al fine di aggiornare l’intesa sottoscritta il 14 marzo 2014 e di attivare le procedure ivi previste in relazione ai nuovi orientamenti legislativi nonche? ad aprire, con il coinvolgimento delle organizzazioni confederali territoriali, un tavolo di verifica regionale su strumenti e risorse, anche comunitarie, che possano concorrere alla realizzazione dell’intesa”.

 

 

 

redazione