Benevento

L'otto marzo è scritto senza apostrofo nelle piazze italiane per il 2019. Inteso nel senso di lottare per diritti che sono sempre meno scontati, per trattamenti ancora troppo discriminatori, per una violenza dilagante contro le donne, ormai all'ordine del giorno.
Manifestazioni colorate di fucsia, la tinta scelta dal movimento Non una di meno, per uno sciopero globale un corteo femminista che a Benevento ha riunito non solo donne in piazza Orsini.
Slogan, striscioni, canzoni, cori e fumogeni per una manifestazione partecipatissima che ha attraversato le strade cittadine.

“La giornata di oggi arriva dopo un mese di assemblea permanente – spiega Valentina Leone di Non una di meno Benevento – il movimento è in agitazione da tempo e anche se lo sciopero è un momento importante occorre andare oltre. E' importante la partecipazione di tutti per ribadire il no alla violenza di genere, alle discriminazioni sul lavoro, a questo Governo”.

Sono più di quaranta le città che hanno aderito allo sciopero oggi. “Scioperiamo – spiega ancora Leone – dal lavoro produttivo e riproduttivo. Oltre la sospensione dell'attività produttiva quest'azione coinvolge anche quel lavoro di cura che è alle spalle di ogni donna”.

Una manifestazione che accende i riflettori sulle violenze subite dalle donne.

Un lungo corteo partito da piazza Orsini che ha proposto anche diversi momenti di riflessione. Sono stati riproposti dati allarmanti che restituiscono un quadro in cui, negli ultimi anni, ogni due o tre giorni si assiste ad episodi in cui le donne muoiono per mano di un proprio partner. Stupri e violenze sono sempre più frequenti e si avverte forte un'esigenza di sicurezza che deve essere garantita al di là della presenza maschile.

Non una di meno impone una riflessione anche sulle discriminazioni subite dalle donne sui luoghi di lavoro, percependo, ad esempio, stipendi più bassi.
Contrarietà espressa anche nei confronti delle politiche del Governo gialloverde e in particolare il disegno di Legge Pillon. L'imposizione della mediazione familiare a chi vuole separarsi non fa altro che aggravare la posizione delle donne vittime di violenza.