Avellino

Verso il 21 marzo, quando ad Avellino tutta la Campania ricorderà le vittime innocenti delle mafie, Libera e Cgil hanno organizzato un incontro con la partecipazione del procuratore capo Rosario Cantelmo. Un intervento il suo a cuore aperto che ha spaziato su più temi. “Non sottovalutiamo l'allarme criminalità organizzata in questa provincia – ha esordito Cantelmo - specie legata al consumo di sostanze stupefacenti, rischiamo una provincia invasa da fiumi di droga nei prossimi anni. Alla festa dei Carabinieri il maggior numero di encomi è stato per operazioni antidroga. In Irpinia il consumo è in aumento. Se c'è domanda l'offerta aumenta, i grossi clan camorristici potrebbero interessarsi molto presto a questo territorio e noi rischiamo di farci trovare impreparati”. Poi il solito richiamo alla società civile di questa città. Assente, sonnolenta distratta di fronte a problemi che richiederebbero invece un grande impegno sociale. "C'è una rappresentazione quasi rassicurante della legalità in Irpinia, è vissuta semplicemente come una devianza. Ed invece è un problema molto serio". Il discorso si è spostato poi sulla speculazione edilizia. “In Procura siamo sommersi di denunce in forma anonima per il mattone selvaggio, abbiate il coraggio di denunciare gli abusi del vostro vicino perchè in questa provincia il dopo terremoto ha prodotto danni terribili”. Infine la pervasività del lavoro nero. “Non è vero che in questa provincia e in Campania non c'è lavoro. Magari quello legale perchè quello illegale produce una ricchezza enorme. Anni fa smantellammo una piazza di spaccio che generava 540 mila euro di profitti al mese, noi dobbiamo contrastare questi giganti con personale amministrativo a cui a stento riusciamo a pagare un po' di straordinario”. Meditate su questo e cominciate, ognuno dal vostro piccolo, a recitare ruoli da protagonisti"