"Inserimento nelle scuole italiane di figure di contatto e di prevenzione al rischio". Certi temi scottanti non possono rimanere nel silenzio di quattro mura, sarebbe ignorare il problema. La violenza genera altra violenza. I violenti hanno le chiavi di casa, sono amici di sempre, all'apparenza "brave persone".

Quante donne avranno ripetuto a se stesse cambierà, diamogli tempo! Quante donne avranno subito nel silenzio, per anni, il loro martirio pensando di meritarlo e di continuare nel labile gioco delle parti. L'attenzione a queste tematiche va studiata e affrontata, sono troppe le donne che perdono la vita e questo si ripercuote sulla società." E' il monito più che mai attuale della sociologa, Maria Ronca.

"Non valgono gli appelli se, non si riparte dalle giovani generazioni inserendo nelle scuole figure professionali e di contatto, come: sociologi, psicologi, educatori. Questa sarà la mia battaglia: Proposta di legge di iniziativa popolare "Inserimento nelle scuole italiane di figure di contatto e di prevenzione al rischio" 

Subito equipe multiudisciplinare sul campo e nelle scuole. Prevenire è meglio che curare!  L'esperienza sul campo ha insegnato che la cultura maschilista è lenta a essere sfatata se non cominciamo a seminare educazione all'affettività e alla relazione è difficile sradicarla nel dna e nei pregiudizi. 

Giovani come Azzurra, Lea e Viola gridano la loro sofferenza accanto a giovani compagni che replicano i modelli dei padri e fanno appello alla nostra attenzione per non essere soggiocate da chi si dichiara di essere innamorati. L'amore non è possesso!"

L'amore non grida, non si baratta, non tormenta, non è possesso, non è morte. L'amore...fa a pugni col destino, con l'orgoglio, con il male, pur di non cagionar dolore e lacrime. L’amore è…vita, rispetto, libertà.

Oggi, la sociologa, Maria Ronca chiederà una proposta di legge popolare affinchè presso gli istituti scolastici italiani siano presenti figure di contatto e di promozione al BenEssere della persona nella sua totalità e di vedere finalmente realizzato quell'anello mancante che dà valore alla relazione e alla risoluzione sul nascere dei disagi che attanagliano i giovani. 

"La mia è una battaglia per tutti coloro che hanno un titolo di studio a cui non è stato dato peso, dopo il totale abbandono di politiche sociali del welfare inteso assistenza e non come integrazione dei servizi in rete. La mancanza di questi anni pesa sulle future generazioni lasciate a se stesse. é davvero inconcepibile. Siamo fuori da paesi come la Scandinavia e la Norvegia. E' auspicabile una presa incarico istituzionalizzata e di collegamento tra famiglia, scuola e istituzioni. La teoria va applicata alla pratica."