Benevento

 

Una condanna e venticinque assoluzioni, per insufficienza di prove o perchè il fatto non sussiste o perchè non è punibile. Sono le richieste avanzate dal pm Flavia Felaco, che ha tirato le fila di un'inchiesta diretta dal collega Antonio Clemente, nel processo a carico delle ventisei persone chiamate in causa da un'indagine dei carabinieri della Stazione di Cerreto Sannita su una presunta truffa in materia di pensioni di invalidità. I fatti contestati sono inclusi in un periodo che va dal 2008 al 2010. Nel mirino degli inquirenti era finito il ruolo che consulenti tecnici di parte e d'ufficio, e medici certificatori avrebbero svolto nell'ambito di procedure avviate dinanzi al giudice del Lavoro per ottenere l'invalidità e l'indennità di accompagnamento; e in un caso, ma in sede penale e non a Benevento, una misura alternativa al carcere per un detenuto.

L'assoluzione è stata proposta per Teresa Suero, Santino Maria Suero, di Benevento; Gilda Bellomunno, di Melizzano; Michele Selvaggio, di Telese; Elio Borrelli, di Casalduni; Pia Carfora,di Forchia; Alfredo Carluccio, di Benevento; Pellegrino Ceglia, Raffaele Ceglia, di Montesarchio; Giancarlo Cifiello, di Benevento; Michela Cocca, di Montesarchio; Maria D'Argenio, di Benevento; Paola De Angelis, di Melizzano; Maria Di Biase, di Faicchio; Rosaria Di Staso, Nicolina Fusco, Fortunato Lepore, Giovanni Rubbo, Maria Pellegrina Simeone, di San Lorenzo Maggiore; Carmela Izzo, di Benevento; Giuseppina Passariello, di Montesarchio; Anna Pastore, Ugo Gino Picariello, Maria Pompilio, di Benevento; Donato Rinaldi, di Morcone.

L'unica condanna ( 4 mesi, per un certificato ritenuto falso)) è stata chiesta per Vincente Antonio De Paola, di Cerreto Sannita.

Alle conclusioni il pm Felaco è giunto dopo un intervento in aula andato avanti per circa un'ora. Un lasso di tempo impiegato per passare in rassegna, analiticamente, i trentasei capi di imputazione, “scarsamente suffragati da elementi probatori”; per ricostruire, attraverso i colloqui registrati dalle intercettazioni ambientali e telefoniche, il ruolo della “dottoressa Suero, consulente dei ricorrenti dinanzi al giudice del lavoro, e del fratello Santino”. Entrambi additati come coloro che “avrebbero indirizzato gli aspiranti beneficiari delle prestazioni pensionistiche, suggerendo loro, alla vigilia della visita dinanzi al consulente nominato dal giudice, come camminare, vestirsi...”.

Il rappresentante della pubblica accusa ha però ricordato che i medici inizialmente coinvolti come consulenti sono stati prosciolti (uno assolto) nel 2012 dal giudice dell'udienza preliminare, che ha dunque escluso un loro concorso nel reato prospettato. “Se i consulenti non sono concorrenti e i documenti non sono falsificati – ha aggiunto la dottoresa Felaco -, resta, dunque, solo la diversità di valutazione tra i primi ed i consulenti del Pm, che hanno sottolineato l'assenza di un esame obiettivo dei pazienti. E' un problema di discrezionalità valutativa, ma, rispetto alle direttive date dai due Suero, manca la prova, in sede di visita, dei raggiri e della loro efficacia causale”. A seguire, le arringhe dei difensori, che si concluderanno il 12 giugno, quando il giudice Fallarino pronucerà la sentenza su un'indagine per la quale il pm Clemente aveva chiesto otto arresti, incassando il no del gip Flavio Cusani e, poi, del Riesame, al quale si era appellato.

Quarantanove le richieste di rinvio a giudizio (4 imputati sono deceduti), ma il gup aveva deciso, tre anni fa, diciassette proscioglimenti, un'assoluzione, un patteggiamento che avevano rigurdato medici ed avvocati. Ventisei le persone a processo, per le quali, come detto, è stata ora chiesta l'assoluzione.

Sono impegnati come difensori gli avvocati Sergio Rando, Angelo Leone, Vincenzo Regardi, Antonio Leone, Luca Russo, Mauro Carrozzini, Isidoro Taddeo, Claudio Barbato, Sergio Clemente, Michele Rillo, Roberto Di Santo, Giuseppe De Vincentis, Carlo Cennamo, Fernando Scaramozza, Francesco Del Vecchio, Giovannina Piccoli.

Enzo Spiezia