Salerno

Un migliaio di studenti sono scesi in piazza a Salerno, provenienti da tutta la provincia, per il «Climate Strike», lo sciopero proclamato nel mondo dai giovanissimi attivisti che, prendendo spunto dalle proteste della sedicenne Greta Thunberg, stanno manifestando per chiedere ai governi interventi urgenti sui cambiamenti climatici nel nostro pianeta. Hanno sfilato sul corso cittadino, con slogan e striscioni colorati, fino a Palazzo di Città.

“C’ero anche io stamattina tra gli studenti e i tanti cittadini che hanno partecipato al corteo in occasione del Friday For Future. Nessuno può più essere indifferente al grido di allarme che il nostro pianeta sta lanciando”. A scrivere questo messaggio sulla sua pagina Facebook è il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli che continua: “Non lo possono essere le istituzioni, non lo può essere il cittadino comune. Insieme possiamo dare un futuro migliore alle nuove generazioni. Ho recepito anche le sollecitazioni della sezione di Salerno – Friday For Future al fine di impegnarci, concretamente, come amministrazione, per contrastare i cambiamenti climatici.

È necessario sensibilizzare le coscienze sul futuro ambientale del nostro pianeta. Non possiamo più aspettare. L’emergenza climatica deve essere messa in primo piano” ha concluso il primo cittadino.

Previste più di 1693 manifestazioni in 106 Paesi del mondo. In Italia, 182 gli eventi in programma. L'iniziativa ha avuto il plauso dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa: “È bellissimo quanto sta nascendo dai giovani. Ci portano veramente delle idee nuove ed io li incontrerò”, ha detto Costa. Anche in Campania dunque una grande mobilitazione per il “Friday For Future”. “Siamo fuori tempo massimo - dichiara Manuel Masucci, coordinatore regionale dell’Unione degli Studenti Campania - come studenti e studentesse dobbiamo lottare perché la tutela dei territori e la salvaguardia dell’ambiente vadano al primo posto nell’agenda politica di ogni governo, altro che inceneritori e grandi opere inutili come la TAV”.

“Sono anni che sui territori ci attiviamo per ricordare che non si può trarre profitto dalla terra: industrie inquinanti, sversamenti di rifiuti illegali e cementificazione sono solo fra le principali cause dei cambiamenti climatici e del biocidio - continua Mario Novelli, coordinatore dell’Unione degli Studenti Salerno -. Bisogna ripensare subito il modello produttivo in chiave ecologista e per farlo è necessario partire proprio dalle scuole e dalle università.”

“Nella nostra Regione i conflitti ambientali sono all’ordine del giorno - prosegue Arianna Antonilli, coordinatrice dell’Unione degli Studenti Napoli- dal commissariamento di Bagnoli alla Terra dei Fuochi, l’intera area napoletana è devastata dallo sfruttamento che industrie e camorre producono lucrando sul ciclo dei rifiuti. E Salvini viene a dire che servono 5 inceneritori nuovi? Servono bonifiche e un piano di smaltimento sostenibile!”

“Mentre l’Istruzione viene completamente messa da parte dal governo giallo-verde, oggi vogliamo dimostrare in tutto il paese che gli studenti e le studentesse sanno bene chi è il nemico: quelli che da anni mangiano sul meridione e sulla devastazione territoriale - conclude Manuel Masucci - che si cominci subito a tagliare i Sussidi Ambientali Dannosi e bloccare TAV,TAP e inceneritori: non staremo più a guardare e non ci faremo strumentalizzare da ambientalisti dell’ultima ora che hanno contribuito alla situazione attuale.Saremo una spina nel fianco, la  terra è nostra è decidiamo noi!